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PRESENZA IN PARROCCHIA
IL CARISMA DI DON BOSCO A CARRARA DAL 1925
Le Figlie di Maria Ausiliatrice fondate da San Giovanni Bosco cercano di rispondere alle attese profonde dei giovani, di educare per lo sviluppo integrale della persona promuovendo i loro diritti. Educare come Don Bosco nel rispetto del ragazzo/a nella sua grandezza e fragilità e nella sua dignità di figlio/a di Dio cercando di accompagnare e di seguire i loro processi di crescita. Partecipano così nella Chiesa alla missione salvifica di Cristo cercando di realizzare il progetto di educazione cristiana proprio del Sistema Preventivo.
Insomma cercano di essere in mezzo a noi segno ed espressione dell’amore preveniente di Dio e si adoperano insieme alla Comunità Educante formata dalle suore ma anche da laici impegnati, entusiasti che hanno fatto proprio il carisma educativo salesiano a creare un ambiente di famiglia ricco di senso ed aperto ai segni dei tempi.
Le Suore raccontano...
La storia dell'Istituto
L’Istituto Sacro Cuore di Carrara, Viale Potrignano, è gestito dalle Figlie di Maria Ausiliatrice o Salesiane di Don Bosco dal 30 giugno 1925.
Furono richieste dal Vescovo di allora per l’educazione delle giovani soprattutto le più povere e svantaggiate.
Fin dall’inizio si presero cura:
* delle orfane a causa della poca sicurezza sul lavoro alle cave di marmo o a causa della guerra;
* di una “Scuola laboratorio” per abilitare le giovani nell’arte del cucito e del ricamo;
* di una Scuola dell'infanzia in aiuto alle giovani mamme nell’educazione dei loro figli.
ISTITUTO SACRO CUORE
Viale Potrignano, 22
Scuola dell'Infanzia "Don Bosco"
Casa "a dimensione familiare"
VIDES
Unione
Ex-Allieve
Cooperatori salesiani
tel. 058570218
carrara.ils@pcn.net
La Casa Famiglia
In questi anni si sono mosse su diversi fronti con un unico fine: quello di aiutare a rendere la vita delle giovani e dei ragazzi/e in difficoltà più dignitosa e aperta alla speranza.
Dal 1998 l’Orfanatrofio si è trasformato, secondo la normativa vigente, in due Case famiglia:
* Casa Margherita Bosco
* Casa Laura Vicuna.
Hanno cercato insieme all’equipe di lavoro di organizzare sempre meglio le due Case, formulare la Carta dei Servizi per presentarsi con professionalità sul territorio e prestare i servizi richiesti con competenza e amore alla persona.
L’Istituto attualmente ospita stabilmente una quindicina di ragazze minorenni e due maggiorenni: queste ultime vivono in un mini appartamento attiguo alle due case famiglia: una scelta fatta per accompagnarle nel loro cammino di completa indipendenza, avendo ancora bisogno di essere seguite per raggiungere una loro totale autonomia.
Il doposcuola e il VIDES
* Un altro servizio molto apprezzato nel territorio è quello del doposcuola rivolto soprattutto ai ragazzi/e delle Elementari e Medie.
* Lavorano con l’Associazione Volontariato Internazionale Donna Educazione e Sviluppo (V.I.D.E.S.) per un progetto di sostegno diurno in favore di ragazzi/e italiani e stranieri per facilitare l’approccio con i bambini extracomunitari e le loro famiglie.
* Inoltre si adoperano anche con la Scuola dell’Infanzia, unitamente al corpo docente ed ai collaboratori, per creare un ambiente educativo-familiare, ricco di valori, dove i genitori si sentono partecipi e corresponsabili nel portare avanti il progetto educativo salesiano nella scuola.
* Nella Parrocchia S. Giacomo dove sono profondamente radicate, conosciute e amate, con il parroco e i collaboratori, cercano insieme di individuare strategie e iniziative nuove a favore dei giovani e delle giovani famiglie, in sintonia con le aspettative della Diocesi e del territorio.
Comunità in ascolto dei genitori
EMERGENZA EDUCATIVA, creatività educativa e Iniziazione Cristiana
Nel periodo delle iscrizioni dei bambini al percorso di Iniziazione Cristiana di quest'anno, il colloquio amichevole e collaborativo di molti genitori che già hanno i proprio bambini dentro la vita della Comunità, sia quelli nuovi, che per la prima volta, dopo il Battesimo, si riaccostano alla Comunità Parrocchiale, hanno espresso preoccupazioni educative per il futuro dei loro bambini, dopo "che hanno fatto la Prima Comunione".
L'emergenza educativa lanciata da Benedetto XVI... sta forse entrando nel cuore della famiglia, come preoccupazione?
Forse si!
La domanda più o meno espressa dei genitori che hanno avuto il colloquio con me durante le iscrizioni al percorso IC è stato proprio questa: e dopo? Cosa posso far fare al mio bambino?
Per la verità ho guidato questi colloqui...fino a far si che ciascun genitore si ponesse questa domanda.
Le iscrizioni annuali hanno avuto sempre questo compito pedagogico.
La descrizione del cammino dei bambini, dal primo anno della IC, al secondo, al terzo e al quarto, con i contenuti delle scoperte di vita cristiana alla sequela di Gesù diversificati per ogni anno, e orientati a far comprendere che noi, catechisti - parroco e comunità, ci impegnamo ad educare ad uno stile di vita cristiano e non a preparare soltanto ai sacramenti, conduce proprio i genitori a porsi la domanda del dove mandare i proprio bambini perchè possano iniziare percorsi nuovi che li aiutino nell'educazione.
Questo "dove" non è legato soltanto al "luogo", ma soprattutto al "gruppo di appartenenza" che come gruppo/associazione ha in sè le caratteristiche per guidare nel cammino di fede.
Nella nostra parrocchia abbiamo due percorsi diversificati per metodo e per età e quindi due gruppi di appartenenza: il MGS e l'AGESCI, avevamo tentato nel pasato di inserire l'ACR, ma l'iniziativa non è decollata.
Il primo rivolto, ai ragazzi e alle ragazze tra i 15 e 17, è il metodo preventivo di don Bosco,iniziato più di cinque anni fa guidato dalle suore salesiane presenti in parrocchia e da un animatoriformatisi alla scuola salesiana. Il metodo è ultracentennale e si basa su tre principi: far ragionare i giovani, far sperimentare la vita ecclesiale nelle sue varie forme...infinite, come conoscono bene i salesiani e l'amorevolezza, stare con i giovani con il cuore di don Bosco.
Il percorso in genere è già strutturato dalle equipe nazionale del MGS, ma viene poi riadattato alla realtà e alle persone presenti. Questo moviemento ha condotto alla Cresima, in quest'anno 11 ragazzi...che non sono andati via! Che non hanno vissuto il sacramento della Cresima come il sacramento dell'ADDIO, ma sono inseriti nelle varie attività presenti sia all'Istituto S. Cuore, dove le suore operano, sia nell'organizzazione delle attività pastorali della Parrocchia.Peccato che non sia stato indicato nell'istruzione dell'Iniziazione Cristiana come possibile percorso. Noi lo abbiamo comunque scelto.
Il secondo, quindi è il percorso AGESCI, dove i bambini possono entrare a far parte liberamente. Questo percorso educativo sta dando anch'esso i suoi primi frutti, ed è uno dei percorsi che la Diocesi ha indicato come completamento dell'IC. Dentro questo percorso che ha i sui ritmi la sua autonomia, pur dentro l'ecclesialità, c'è ovviamente il confermento del Sacramento della Cresima.
Il Sacramento coincide, in genere, con la seconda tappa, del "sentiero scout" caratterizzato dalla competenza dal saper fare, dal partecipare, dall'esserci. Attraverso la vita di gruppo i preadolescenti entrano "dentro" la stessa vita della Chiesa, sotto la guida e la spinta dei Capi, con il loro esempio, il grande impegno, spesso portato avanti con sacrifici e costanti incontri di programmazione di Comunità Capi e di Staff, relativa ad ogni branca. Il percorso educativo si basa proprio sulla forza del gruppo che sa convincere il singolo ed orienta a scelte concrete di presenza e azione. Quest'anno abbiamo due ragazzi che riceveranno la Cresima. Sono ragazzi che in questi due anni si sono nutriti settimanalmente della Parola Dio, sia durante gli incontri nel "reparto", ma anche nella Messa domenicale e festiva, partecipata con continuità, vivendo assieme alla Comunità una esperienza di fede; il loro comportamento è stato attento a compiere buone azioni come il metodo vuole, a vivere cioè la carità, i loro atteggiamenti di adolescenti sono stati sempre corretti e di esempio agli altri; le loro scelte coerenti con la vita cristiana e con lo spirito scout. E tutto questo è avvenuto senza la "brutta chiave" del ricatto! Vera grazia per la nostra Comunità!
C'è quindi l'esigenza da parte dei genitori di voler educare, ma di non saper che pesce prendere...e quindi delegano a noi questo compito: un segno dei tempi da non perdere!
Accanto a queste due strade stiamo studiando di collocarne un'altra che preveda di non limitare il MGS soltanto ai ragazzi, ma di venire incontro alle quelle famiglie che ci chiedono di poter inserire i propri bambini anche in un percorso diverso, che non sia necessariamente il mondo dei lupetti o degli scout, questo percorso sarà proprio quello proposto dal MGS.
Il movimento giovanile salesiano prevede un lavoro suddiviso in fasce d'età: fanciulli, preadolescenti adolescenti e giovani. I genitori ci stanno, appunto chiedendo di partire dai fanciulli che hanno fatto la Prima Comunione.
Se questa realtà si potesse realizzare...avremmo un ventaglio di proposte educative veramente ricco di speranza per il futuro della nostra Comunità.
CHI ARRIVA
CHI e' TRASTERITA