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INIZIAZIONE CRISTIANA
PRESENTAZIONE GLOBALE
PRESENTAZIONE globale dei PROGETTI
I Progetti di Iniziazione Cristiana - sviluppati in percorsi diversificati per età -, che sono presenti e realmente "sostenibili" nella nostra Parrocchia, sono ampiamente descritti nelle pagine del sito parrocchiale riguardanti la storia cronologiaca della nostra ricerca ( www.parrocchiadisangiacomo.it/storiadiunaricerca), alle quali è necessario ricorrere per meglio comprendere i contesti in cui è nato e si è lentamente sviluppato il nostro lavoro di progettazione che ha portato al rinnovamento della vecchia prassi catechistica.
I percorsi sono il frutto di un'esperienza di azione pastorale che ha avuto il suo inizio con l'attuazione del "Programma Catechistico Diocesano" emanato dal Vescovo Tommasi nel maggio 1989 come frutto del Primo Convegno dei Catechisti delle unificate diocesi di Pontremoli e di Massa, (già 20 anni fa ci si poneva il problema di "come" comunicare la fede…!!!).
Tutti, ci siamo lasciati guidare e sostenere dalle molteplici indicazioni della Chiesa, che mi piace riassumere con alcuni cenni basilari del documento della CEI "Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia":
"La comunità cristiana deve essere sempre pronta a offrire itinerari di Iniziazione Cristiana e di catecumenato vero e proprio. La nostra conversione pastorale è sollecitata dai cambiamenti nella società e di fronte alla fede. Ci è richiesta intelligenza, creatività, coraggio. Occorrerà impegnare le nostre migliori energie in questo campo, attraverso l'individuazione di concrete e significative proposte nelle nostre comunità. Al centro di tale rinnovamento va collocata la scelta di configurare la pastorale secondo il modello dell'Iniziazione Cristiana. (CEI, 2001,n.59).
In questi ultimi anni abbiamo fatto proprio così! Ci siamo lasciati guidare dalla "passione" della ricerca finalizzata alla intercettazione di ciò che poteva favorire e migliorare la nostra prassi di educatori alla vita di fede, nella linea della "fedeltà a Dio e fedeltà all'uomo".
Non è mancata certo la creatività pastorale; né le difficoltà interne ed esterne alla parrocchia hanno bloccato la "conversione pastorale" richiesta a tutti.
Ed ecco allora, il frutto di un così grande impegno raccolto in questo dossier, come detto in forma molto sintetica: impegno ancora rivolto alla soluzione dei nuovi problemi emergenti.
Non tutto è stato raggiunto, varie preoccupazioni ecclesiali rimangono ancora da sciolgiere come ad esempio le modalità del conferimento della Cresima, l'arricchimento di altri percorsi per ragazzi, adolescenti e giovani, un coordinamento della pastorale giovanile interparrocchiale … per citarne solo alcune.
Per questo la ricerca è ancora aperta ed affascinante e riteniamo ancora attuale l'esortazione che il card. Ruini rivolgeva alle chiese particolari nel giugno del 2001 nella presentazione del documento citato, che ci incoraggiò in questo cammino di rinnovamento:
"Vogliamo anche noi "andare al largo", salpare senza paura, non temere la notte infruttuosa, riprendere con fiducia la pesca. Vogliamo soprattutto dare gloria a Dio ed essergli profondamente grati. Attraverso l'incarnazione di suo Figlio, egli ha infatti deposto nel grembo della Chiesa il seme di una speranza che non delude. E così ci ha resi capaci di ravvivare la speranza di ogni uomo. È ciò che, umilmente e senza tentennamenti, vogliamo fare nel prossimo futuro". (Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. Orientamenti pastorali dell'Episcopato Italiano per il primo decennio del 2001.)
LE RICHIESTE DELLA CHIESA
La Chiesa chiedeva e chiede di rinnovare il modo di "fare i cristiani"; ci presentava le nuove esigenze di evangelizzazione, ci diceva che la fede nasce dall'annuncio, dalla centralità della Parola e non dalla estrema fiducia in un puro e semplice insegnamento dei contenuti della fede o della vita dei cristiani; ci metteva di fronte a parole nuove, come Iniziazione Cristiana; ci proponeva di delineare processi di inserimento nella vita di fede della comunità e con la famiglia; ci poneva di fronte alla necessità di spostare l'attenzione dall'unico luogo della formazione (le aule del catechismo) ai luoghi dell'Iniziazione Cristiana (la comunità) dove far sperimentare come si fa ad essere cristiani attraverso cose visibili, controllabili e non soltanto teoricamente apprese attraverso un percorso puramente scolastico; la Chiesa ci chiedeva di collocare i sacramenti "DENTRO"un percorso e non alla fine di un "CORSO"… Ci chiedeva cose veramente nuove e difficili sia da capire come da contestualizzare all'interno di "qualcosa" che andava oltre il semplice "fare catechismo"oltre i banchi del catechismo: si trattava di motivare e individuare una nuova strada da percorrere per "fare i cristiani". La Chiesa diceva, quindi, che per fare i cristiani bisognava cambiare "registro"… bisognava ripartire dalla Comunità che vive la sua fede con la Parola Viva al centro, ed inserire proprio lì dentro, in quella comunità, i bambini… - veri e propri nuovi catecumeni di oggi - ; riproponeva il primato della vita vissuta da una comunità che ascolta la Parola, si incontra con Gesù nella liturgia e nella preghiera ed esprime l'amore stesso di Gesù nella carità fraterna, rispetto ad una forte accentuazione scolastica dell'apprendimento cognitivo della fede stessa.
Il modello che ha ispirato la nostra "conversione" pastorale nasce proprio dallo stile che ogni famiglia è in grado di vivere; dalle nostre stesse famiglie dove noi siamo cresciuti e siamo stati educati e dove tutt'oggi si cresce e si viene educati.
Una famiglia non educa i propri bambini con il metodo usato dalla scuola, con quaderni, penne, cartelloni, studio, verifiche, registro delle presenze, voti, esami a fine anno… ecc.; ciascun bambino in famiglia viene a conoscere le proprie origini attraverso il racconto che sente dentro la casa: la storia del papà o della mamma la impara dal papà e dalla mamma, il loro modo di pensare lo apprende stando accanto a loro…ecc.
Una famiglia vive la vita giorno per giorno, "vive", sperimenta, tocca con mano il modo di relazionarsi delle persone, il modo di fare, la mentalità, le tradizioni, il linguaggio, i valori che guidano, le leggi che regolano i rapporti…ecc: il bambino impara lentamente e progressivamente a vivere in quella stessa famiglia, a sentirsi di "quella famiglia" e non di un'altra, per poi "rivivere" autonomamente e in forma personalizzata ciò che è stato il vissuto famigliare nelle relazioni con i propri coetanei e infine nel mondo allargato della società. Anche nella famiglia umana esiste una traditio e una redditio!
Così è l'Iniziazione Cristiana.
Nella comunità cristiana, perciò, per fare i cristiani non serve una "scuola" o il linguaggio che "sa di scuola" staccato dalla vita della stessa comunità: i cristiani si fanno attraverso un tirocinio di esperienza di vita dentro la "famiglia dei cristiani", cioè dentro la comunità parrocchiale riunita, principalmente durante l'assemblea liturgica, dove la storia di un Padre viene raccontata, chiarita, lodata…accolta, capita, vissuta, rilanciata ad altri…
CHE COSA ABBIAMO ABBANDONATO
Cambiare significa anche lasciare qualcosa!
Nel corso del rinnovamento pastorale abbiamo lentamente, ma radicalmente abbandonato una prassi e un linguaggio che sosteneva tutto l'impianto catechismo e il nostro modo di esprimerci sia all'interno della comunità parrocchiale come con le famiglie.
In particolare abbiamo lasciato dietro di noi:
Atteggiamenti di ricatto ( ad es: se il bimbo non sarà presente a catechismo non potrà fare questa o quella cosa, non potrà ricevere la Comunione; se non parteciperà alla Messa o al ritiro non gli verrà data la Cresima…; se i genitori o i padrini non verranno alla riunione… non …; i genitori dovranno impegnarsi a venire agli incontri…altrimenti…ecc.)
Luoghi e termini a carattere scolastico (aula di catechismo, banchi, lavagne, classi di catechismo, facciamo i cartelloni, disegniamo, prendete il quaderno e scrivete…)
Metodo scolastico (spiegazioni, interrogazioni, compitini a casa, registro delle presenze).
Corsi di preparazione per ricevere la prima comunione, la cresima, il battesimo
Incontri di catechesi parallela, ai genitori ( qualsiasi forma è stata sempre interpretata come un obbligo e non una necessità che arricchiva…)
L'organizzazione catechistica (scuola di catechismo…)
La pura e semplice spiegazione del catechismo della CEI, pagina per pagina con le guide.
La pista teologica ( il vecchio programma diocesano del 1989 che ha tuttavia avuto il merito di averci fatto superare il metodo del catechismo spiegato pagina per pagina (metodo anni '70) facendoci passare a gruppi tematici).
L'idea che il catechismo (come scuola), da solo, è sufficiente per fare i cristiani
Abolizione della enfatizzazione eccessiva della Messa di Prima Comunione.
Abolizione della terminologia "fare la prima Comunione", preparare alla Prima Comunione, catechismo, fare catechismo,andare a catechismo (...queste tre ultime espressioni, per la verità difficili da modificare), prepararsi la lezione di catechismo.
Il "catechismo per la Cresima" conferita verso i 12 anni, in rispetto della "percepita crescita avvenuta" nel passaggio dalle elementari alle medie di ogni ragazzo… Abbiamo ritenuto importante fare questo stacco e spostare la celebrazione dopo l'ingresso nelle scuole superiori, per "essere" dalla parte dei ragazzi: il catechismo infatti veniva percepito come un qualcosa da bambini che la Parrocchia continuava ad offrire anche a coloro che non si sentivano più bambini, ma proiettati ormai in una fase di aggregazione diversa da quella catechistico-scolastica.
LA STRADA CHE ABBIAMO INTRAPRESO
Ecco invece i cambiamenti che abbiamo adottato nel corso degli anni. Ovviamente non è stato modificato tutto in una volta; ma in forma progressiva, ogni punto accennato ha avuto le sue difficoltà e un proprio ritmo.
E' avvenuta una vera e propria trasformazione di una mentalità: non si è trattato di sostituire il termine "catechismo" con la nuova dicitura "Iniziazione Cristiana".
I nuovi percorsi stanno anche cambiando l'immagine di Parrocchia che gli adulti di solito hanno… da una parrocchia dei servizi, ad una parrocchia dei percorsi di fede.
Parlare di Iniziazione Cristiana significava quindi allargare l'interesse alla vita della comunità, al suo modo di esprimere la fede, al suo credo, alla sua liturgia, al suo modo di pregare, alla sua carità, e quindi, inserire, introdurre, "Iniziare" appunto le nuove generazioni DENTRO questa vita, "tuffare" dentro la vita della comunità: in altri termini significava dare a tutta la pastorale catechistica una connotazione "catecumenale", come auspicato dal Card. Ruini. La "Sfida dell'Iniziazione Cristiana" consisteva proprio in questi passaggi!
Nel corso di questi ultimi dieci anni abbiamo accolto e messo al centro, principalmente:
La "qualità" della celebrazione della Messa domenicale modellata sulla stessa "qualità" della Messa di Prima Comunione. La Messa di ogni domenica diventa uguale alla Messa che veniva celebrata soltanto una volta all'anno durante la Prima Comunione. Questo fatto ha permesso di celebrare la Messa di Prima Comunione per piccoli gruppi, ogni domenica dopo Pasqua con un immaginabile "respiro" sia dei bambini, sia delle famiglie come degli operatori pastorali e celebrare, nella normalità, senza enfasi e spettacolarizzazione il Mistero al quale i bambini partecipano per la prima volta.
La partecipazione alla Messa domenicale diventa il "luogo" principale dove i bambini e i ragazzi incontrano la "Famiglia dei figli di Dio"; il Direttorio della Messa dei fanciulli ci ha fornito motivi e modalità per la celebrazione stessa insieme ai bambini e alla comunità.
La Parola di Dio diventa il cuore dei nostri racconti, dei racconti di un Padre che vive con la sua famiglia e ama la sua famiglia.
Le nuove famiglie con bambini da 0 a 6 anni, per anticipare il loro coinvolgimento nell'educazione dei figli ed educarle ad un progressivo e cosciente interessamento per l'educazione cristiana, come Primi Catechisti dei propri figli.
L'attenzione a privilegiare la celebrazione domenicale mettendo al centro la Parola di Dio seguendo il ritmo dell'anno liturgico scandito negli anni A-B-C in modo da percorrere tutta la Storia della Salvezza, insieme alla Comunità.
La comunità cristiana (famiglia) che accoglie ed accompagna nella graduale crescita nell'esperienza di fede i propri bambini, i ragazzi e i giovani, vive con loro la stessa esperienza (come in famiglia), educa ed è educata. E' il luogo dell'apprendistato alla vita cristiana e non un impegno "sine qua non".
Cambiamento strutturale (progetti adattabili alla situazione locale con idonei percorsi educativi).
Il metodo del catecumenato.
Catechesi globale ( dalla Parola, alla liturgia, alla vita)
La vita liturgica inserisce nel mistero vissuto dalla comunità.
La carità diventa espressione della comunità.
I catechismi CEI come strumento codificato di una fede e di un vissuto della Chiesa (in mano al parroco e ai catechisti) punto di riferimento per strutturare i percorsi locali in chiave di IC con creatività e continuità, ampiamente arricchiti nei contenuti Biblici.
Il coinvolgimento delle Associazioni e Movimenti presenti in parrocchia o in città per completare l'Iniziazione Cristina, come espressamente indicato dal nostro Vescovo.
LA PRASSI ATTUALE
Le indicazioni che la Diocesi ha dato nell'ottobre 2008 relative all'Iniziazione Cristiana, se da un lato hanno convalidato nella nostra Parrocchia le scelte operate per la PRIMA FASE dell'I.C. (0-10 anni:inserimento nella vita della Comunità), dall'altro hanno dato ulteriore slancio e confermato anche la scelta delle Associazioni e Movimenti , AGESCI e MGS, come "ambiente adatto" dove completare la SECONDA FASE dell'I.C. : auspicabile anche la presenza dell'ACR interparrocchiale per ampliare il ventaglio delle proposte. (dai 10 anni in poi: Inserimento nella "Città degli Uomini", per essere luce, sale e lievito).
Don Mario Tucci - parroco
Carrara, 8 Dicembre 2008