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INIZIAZIONE CRISTIANA
IL PROGETTO DI SPERIMENTAZINE
PROGETTO DI PASTORALE CATECHISTICA
PARROCCHIA DI SAN GIACOMO - CARRARA (Settembre 1997) (...si noti che la CEI non aveva ancora pubblicato la 2 e 3 Nota sull'IC... la 1 Nota è del marzo 1997-ndr-)!!!
Premessa
L’osservazione dell'azione catechistica che in questo ultimo decennio è stata portata avanti nelle nostre parrocchie cittadine, mette in evidenza che le famiglie con fanciulli in età evolutiva hanno accolto la necessità/obbligatorietà di mandare i figli a catechismo... ma... per ricevere i sacramenti e rivela l’esistenza di una grande difficoltà a far entrare nell'ottica delle famiglie la ricchezza che può arrecare tutto ciò che viene fatto per l'educazione alla vita cristiana.
La ragione la possiamo far risalire probabilmente nella nostra stessa azione pastorale.
In questi anni, anche se il catechismo è stato "avvicinato" al linguaggio dei fanciulli d'oggi attraverso una riorganizzazione dei contenuti, rivolti non solo alla sacramentalizzazione ma all'orientamento di vita, alla conoscenza dell'amore di Dio per gli uomini, alla partecipazione alla vita comunitaria ed ecclesiale, tuttavia notiamo che di fatto la Cresima segna la liberazione dall’obbligo catechistico e sembra far svanire tutto l'impegno che sacerdoti, catechisti e comunità parrocchiali hanno dedicato ai fanciulli e ai ragazzi!
Questa fuga dopo la Cresima non può lasciarci inattivi e rassegnati anche perché, com'è noto, attualmente il Sacramento, costituisce l'oggetto di un complesso dibattito teologico e pastorale. Da un lato la sua interpretazione come momento intrinseco dell’Iniziazione cristiana lo unisce strettamente al Battesimo e all’Eucarestia, dall’altro l’indicazione data dalla Chiesa di procurarne la ricezione all’età della ragione e, per i Vescovi italiani, ad un’età ancora successiva, pone il problema pastorale del terreno esistenziale nel quale inserire la Grazia Sacramentale.
La problematica porta a conclusioni pastorali differenti: alcuni vorrebbero anticipare la Confermazione (in concomitanza o addirittura prima dell’Eucarestia), altri spingono per posticiparla. Una cosa certa, anche con la conferma dei dati della psicologia evolutiva, è che l’attuale prassi di conferimento del sacramento verso i 12 anni dimostra di non essere più rispondente alle esigenze dell’evangelizzazione, e il catechismo così com'è impostato, non ci sembra aiuti i fanciulli e i ragazzi per la loro crescita nella vita cristiana; possiamo oggi tranquillamente affermare che il catechismo, così come lo abbiamo impostato si è rivelato "luogo e momento culturale" e non luogo o momento di educazione alla vita cristiana, come era nelle nostre intenzioni.
Il catechismo, questo modo di fare catechismo, non ci pare che abbia fatto cristiani!
Questa comune realtà locale e nazionale, questo "segno dei tempi", ci impone di ripensare allora tutta la pastorale catechistica dell'età evolutiva e di cominciare ad "attivare" o rendere sistematico quanto indicato dai Vescovi nei catechismi CEI nelle sezioni di apertura ai capitoli denominate "Per la pastorale catechistica", e cioè, si rende necessario unire ad un rinnovamento della prassi catechistica anche una azione pastorale che tenga conto di un più chiaro e intenzionale processo di Iniziazione alla vita della Chiesa.
Qui di seguito metteremo in evidenza l'intero progetto di pastorale catechistica "aggiornandolo" con una serie di indicazioni pratiche riguardanti l'Iniziazione dei fanciulli e dei ragazzi. In questo compito ci sentiamo chiaramente incoraggiati oltre che dal nostro Vescovo Diocesano, anche dai Catechismi consegnati alla Chiesa italiana; dal "Direttorio delle Messe dei fanciulli"; dal documento della CET "Orientamenti e indicazioni per la celebrazione dei sacramenti nelle chiese della Toscana", maggio 1998; e dalla più recente lettera apostolica di Giovanni Paolo II, "Dies Domini ", che sono ricchissimi di indicazioni.
Il progetto tuttavia non sviluppa in modo dettagliato l'iniziazione dei ragazzi, anche se ne coglie gli elementi costitutivi, rinviandone la riflessione al dopo-verifica.
Infine, ma non in tempo cronologico, il nuovo Direttorio Generale per la Catechesi del 1991 confermava le intuizioni pastorali (ormai divenute realtà !!!) e ci faceva incamminare verso una attenzione alla Catechesi come parte integrante dell'Annuncio.
I punti salienti del Direttorio che ci hanno corfermato nella scelta della nuova pastorale catechistica: nn. 28, 47,51,56, 78-82, e sopprattutto la Terza parte per quanto riguarda la "catechesi globale" dell'Iniziazione Cristiana in chiave catecumenale.
PRIMA PARTE: i fanciulli
La catechesi è ormai noto, si delinea come azione globale che comprende essenzialmente tre momenti da organizzare e mettere in atto perché il processo catechetico venga svolto e raggiunga le finalità stesse della catechesi. Richiamiamo qui di seguito i tre fattori, organizzandoli attorno a ciò che diventerà per noi una prassi metodologica da tenere presente nelle nostre parrocchie.
Insegnamento = incontri strutturati e sistematici di Catechismo svolti con linguaggio moderno durante il catechismo e orientati alla comunicazione della fede.
Iniziazione = far scoprire, far vedere, inserire, far partecipare....introdurre alla vita della Chiesa.
Educazione = creare interventi educativi ricorrenti che diventino memoria e orientati alla comunicazione di uno stile di vita cristiano (vissuto e visibile).
Il progetto che sperimenteremo sarà costruito quindi attorno a questo triplice movimento circolare.
Insegnamento: il catechismo settimanale
1 - La struttura organizzativa
Il catechismo ha inizio a sei anni e termina dopo la Messa di Prima Comunione; si svolge nel corso dell'anno scolastico settembre - maggio nelle ore pomeridiane dalle 16.30 alle 18, anzitutto per favorire nella partecipazione coloro che hanno i rientri pomeridiani a scuola o partecipano al tempo pieno, ma soprattutto per dare ai fanciulli e alle famiglie la possibilità di stare un po' assieme dopo l'orario scolastico e infine per creare quel break necessario per non sovraccaricare i fanciulli di attività continuate.
Sembra opportuno tenere conto:
- della obbligatorietà della partecipazione per non perdere quanto finora recepito dalle famiglie;
- dei tempi del conferimento dei sacramenti: Riconciliazione nel terzo anno di catechesi ed Eucarestia nel quarto anno di catechesi;
- dello spostamento dell'età della Cresima, (sacramento della maturità (?) alle scuole medie superiori, come già avviene in alcune parrocchie della nostra Diocesi e d'Italia, ma con una sostanziale diversità (per l'organizzazione della Catechesi in preparazione alla Cresima il progetto prevede un'integrazione fondamentale tra Oratorio e Parrocchia).
Le iscrizioni obbligatorie ogni anno sono efficaci per incontrare i genitori e comunicare eventuali novità, proposte, attività ecc... e ovviamente il progetto nel suo svolgersi.
Sono necessari gli incontri periodici tra catechisti e genitori.
Si è riscontrata tuttavia una maggior efficacia sia per avere collaborazione sia per educare gli stessi genitori, se gli incontri sono fatti individualmente (come nell'ambito scolastico) e non in riunioni di gruppo: i catechisti accolgono con più sicurezza la proposta, i genitori sono più disponibili all'ascolto perché interessati al proprio figlio, la comunicazione è facilitata....
E' necessario che sia il parroco a individuare con i catechisti i problemi, le soluzioni, le indicazioni pedagogiche, le richieste, le iniziative, ecc... da presentare alle famiglie, in modo da camminare in sintonia tra orientamenti parrocchiali, catechisti e famiglie: i figli diventano così la strada privilegiata per "entrare" nelle stesse famiglie...
I catechisti dovranno sapere "cosa fare" negli incontri con i propri fanciulli; "come fare" animazione ed Iniziazione; "come essere" educatori nella comunità parrocchiale.
2 - La formazione dei catechisti
Le indicazioni, i progetti e le comunicazioni parrocchiali saranno ovviamente indicate ai catechisti dal parroco o costruite insieme al parroco stesso; per ciò che riguarda invece la formazione specifica al ministero del catechista sarà seguita in forma individualizzata favorendo l'autoformazione e la creatività in ciascuno.
I Catechisti si prepareranno periodicamente agli incontri nella propria parrocchia insieme al coordinatore della Catechesi.
Ciascun catechista avrà cura di farsi affiancare da un'altra persona amica, in una reciproca collaborazione, in modo da instaurare nella parrocchia un apprendistato continuativo ed una continuità di presenza del catechista sia nel gruppo dei catechizzandi sia nella parrocchia stessa. Il parroco si interesserà per allargare il numero dei catechisti e seguirli sia nel percorso didattico che spirituale.
I catechisti dedicheranno il loro tempo (insegnamento, Iniziazione, educazione) ad una specifica fascia d'età così da "orientare soltanto a Cristo", e in modo da rendere sempre più specializzato ed efficace il proprio servizio; tuttavia il parroco dovrà tenere conto delle inclinazioni personali nell'assegnare il gruppo a ciascun catechista.
Il Centro S. Luigi sarà il luogo dell'incontro tra i catechisti delle tre parrocchie interessate alla Pastorale unitaria. Questi incontri saranno esclusivamente orientati al confronto pastorale-didattico, e allo scopo potrebbe essere costituito, in futuro, un LABORATORIO CATECHISTICO che si preoccuperà di "riflettere sulla prassi catechistica" e "aggiornare l'azione didattica e l'animazione della catechesi e della pastorale catechistica"; la comunità parrocchiale rimarrà il luogo privilegiato e naturale della vita cristiana vissuta dai catechisti: carità, preghiera, ecc...
Tutti i catechisti collaboreranno con il parroco nel progettare la vita liturgica, caritativa ecc., coinvolgendo attivamente i fanciulli e saranno invitati a tenere collegamento con l'Ufficio Catechistico Diocesano.
3 - I contenuti della fede cui fanno riferimento i catechismi
cfr. Progetto CEI
4 - Gli itinerari per la catechesi PARROCCHIALE
La fede si comunica oltre che con l'esempio e il cuore, anche con l'insegnamento.
Un insegnamento organico e sistematico attraversato da un filo conduttore, permetterà ai catechisti di far passare i contenuti della fede raccolti attorno a dei nuclei portanti ("traditio"); e ai fanciulli, di cogliere il cuore della vita cristiana e di esprimerla nei modi e con il linguaggio proprio dei fanciulli ("redditio").
Gli itinerari di catechesi, opportunamente rivisitati e aggiornati dopo la pubblicazione degli attuali Catechismi (1991), sono gli stessi che il Vescovo Tommasi lanciò come Progetto Catechistico Diocesano nel 1 Convegno dei Catechisti della appena unificata diocesi di Massa e di Pontremoli (Filetto, agosto 1988).
Sono "itinerari mobili", soggetti cioè ad continuo adattamento alle situazioni.
Il LABORATORIO CATECHISTICO potrebbe diventare il luogo del continuo rimodellare.
Gli itinerari proposti non sostituiscono i catechismi della CEI ma diventano una utile mediazione soprattutto nel far passare le parrocchie, da uno strumentale utilizzo dei catechismi CEI, spiegati pagina per pagina, verso un modo di pensare gli stessi catechismi come documento codificato di una fede vissuta dalla Chiesa.
In altri termini, gli itinerari proposti da quel convegno, vengono considerati una tappa basilare per cambiare mentalità, per modificare il modo di fare catechismo.
Ogni catechista sa benissimo per esperienza che i catechismi non si possono utilizzare come "testi didattici", ma rappresentano i "Contenuti della fede " da tenere presenti come fonte dell'annuncio che la Chiesa consegna alle comunità e luogo dove cogliere porzioni della stessa catechesi.
In altre parole: non è possibile prendere il catechismo pagina per pagina e spiegarlo senza alcune mediazione, intendendo in questo modo di fare catechismo; ma il libro di catechismo rimane il punto fermo della fede, il libro della fede: quelli e soltanto quelli, sono i contenuti di fede che la Catechesi nella sua triplice funzione è invitata ad annunciare.
Gli itinerari catechistici quindi con gli specifici obiettivi - selezione e organizzazione dei contenuti - attività di animazione - e molteplicità di interventi, aiutano a trasmettere la fede espressa da quei contenuti, facilitano l'uso degli stessi catechismi, divenendo così delle guide pratiche e utili, ricercate con tanto impegno dai catechisti per condurre e trasformare gli attuali incontri di catechismo.
Costituiscono un primo orientamento verso il modello dell'animazione totale, che non tralascerà l'insegnamento/apprendimento.
Alcune parti degli itinerari sono ancora in fase di completamento: dovranno essere individuati o sperimentati interventi educativi ricchi di significato. Sono al momento organizzati attorno a parole chiave che riassumono il contenuto principale che sarà fatto scoprire di anno in anno.
Qui presentiamo soltanto lo schema rinviando la lettura degli allegati (gli itinerari catechistici attuali sono in fase di sperimentazione ed osservazione continua nella Parrocchia di S. Giacomo già dal 1982.
Vogliono favorire nei catechisti il cambiamento e il passaggio dalla lezione di catechismo alla classe, verso l'animazione di catechesi al gruppo dentro la dinamica oratoriale, attraverso l'utilizzazione di una molteplicità di sussidi e strumenti che oggi la prassi catechistica ha a disposizione.Non avremo quindi più classi di catechismo, nè iscrizioni alla scuola di catechismo, ma gruppi di bambini che fanno un cammino di fede dentro la Comunità Cristiana.
NB. In questo anno (ndr. si riferisce al 1997 anno dell'inizio dela sperimentazione interparrocchiale - S.Giacomo - S.Luca - S. Caccarado) è stato lanciato dalla Diocesi di Bergamo un interessantissimo progetto che percorre un cammino catechistico, nel corso di otto anni con tre ore ogni quindici giorni, basato già sullo stile dell'animazione della classe di catechismo).
Primo itinerario 6 anni: LA SCOPERTA (Dio Padre)
Secondo itinerario 7 anni: LA CHIAMATA (Figli di Dio)
Terzo itinerario 8 anni: LA RISPOSTA (La scoperta della Parola)
Quarto itinerario 9 anni: IL DONO (L'Eucarestia segno d'amore)
5 - Gli strumenti per la catechesi
Sarà necessario avviare l'istituzione di una biblioteca catechistica corredata con materiale audio-video; abbonamenti a riviste catechistiche; sussidi grafici; lavagne e fotocopiatrice a disposizione dei catechisti; libri di giochi e di animazione...e perché no, per il futuro, un computer con programmi catechistici multimediali e un programma bibliografico (la biblioteca della Parrocchia di S. Giacomo mette a disposizione per la consultazione un proprio programma con una raccolta aggiornata mese per mese di tutti gli articoli delle riviste Catechisti Parrocchiali e Dossier Catechista, che dà la possibilità ai catechisti di trovare materiale didattico, di animazione, di formazione, ecc... in modo organico e veloce) per ricercare gli argomenti trattati dalle principali libri e riviste catechistiche in commercio.
Iniziazione dei fanciulli: introdurre alla vita della Chiesa
E' l'aspetto fondamentale e nuovo per noi, attorno a cui si muove il nostro progetto di pastorale catechistica.
Intraprenderemo una strada inesplorata di applicazione concreta, coscienti, tuttavia, che l'Iniziazione ha un ventaglio di aspetti teologici e pastorali ben più vasti. Comunque è già molto aver preso coscienza che qualcosa mancava alla normale prassi catechistica, anche se, di questa prospettiva i nuovi catechismi per l'iniziazione della vita cristiana ne avevano già dato gli elementi.
Le pagine del Catechismo dei fanciulli "PER LA PASTORALE CATECHISTICA" danno infatti interessanti indicazioni pedagogiche e stimoli.
L'Iniziazione verrà impostata con un congruo numero di tappe che i fanciulli saranno invitati a vivere all'interno della Comunità parrocchiale riunita per la celebrazione dell'Eucarestia.
1 - I principi ispiratori
Le ragioni della "Iniziazione pratica" le troviamo formulate nei diversi catechismi della CEI.
Per facilitare e snellire la lettura daremo una sintesi delle indicazioni che i Vescovi consegnano alle chiese locali allo scopo di rendere efficace e unitaria la pastorale catechistica.
Affermano i catechismi CEI:
"Non basta spiegare il vangelo...Il vangelo si accoglie e si vive sempre, in casa, nella comunità cristiana" (Io sono con voi, pag.52).
"Non basta spiegare il significato dei segni liturgici, occorre con i fanciulli partecipare all'Eucarestia. Il giorno festivo, il radunarsi insieme, per ascoltare e pregare il Signore, il portare dei doni all'altare, i gesti dell'adorazione, della pace e della comunione, aiutano i fanciulli a comprendere che tutta la vita ci è donata per viverla con gli altri e dare così lode con Gesù a dio Padre".(Idem, pag.126).
"Occorre anzitutto che i fanciulli sperimentino il valore che gli adulti danno alla Messa (Idem, pag.126).
"Questo capitolo invita le comunità a celebrare i misteri del Triduo pasquale, coinvolgendo anche i fanciulli." (Venite con me, pag.94).
"Iniziare i fanciulli all'Eucarestia è molto più che prepararli alla prima Comunione. E' introdurli alla vita ecclesiale che trova nell'Eucarestia la sua fonte e il suo culmine (Idem, pag,121).
"In questa luce si può comprendere che l'ammissione dei fanciulli a partecipare pienamente per la prima volta all'Eucarestia non sia legata solo all'età o alla classe, ma soprattutto alla maturità della loro fede (quindi: Conoscenza di Gesù e Iniziazione...)" (Idem, pag.121).
"La partecipazione della comunità... si esprime nella partecipazione alle tappe del cammino dei fanciulli; e soprattutto nell'inserimento dei fanciulli e della loro famiglia, a piccoli gruppi, nella Messa domenicale, per la celebrazione della messa di prima Comunione" (Idem, pag.122).
"La comunità riunita nell'assemblea domenicale è chiamata a sostituire la famiglia all'interno della quale l'educazione cristiana è un diritto dei fanciulli. Essa tende a guidarli gradualmente a conoscere il disegno che Dio ha realizzato in Cristo, perché imparino ad esprimere personalmente la fede della Chiesa nella quale sono stati battezzati" (Io sono con voi, CEI, pag. 110).
Ed infine a sostenere i principi espressi e la scelta del partire dalla Comunità riunita in assemblea, concorre anche l'ultimo documento di Giovanni Paolo II, che a proposito del ruolo dei genitori, dice che:
" L'assemblea domenicale è luogo privilegiato di unità: vi si celebra infatti il sacramentum unitatis che caratterizza profondamente la Chiesa, popolo adunato " dalla " e " nella " unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.(49) In essa le famiglie cristiane vivono una delle espressioni più qualificate della loro identità e del loro " ministero " di " chiese domestiche ", quando i genitori partecipano con i loro figli all'unica mensa della Parola e del Pane di vita.(50) Va ricordato a tal proposito che spetta innanzitutto ai genitori educare i loro figli alla partecipazione alla Messa domenicale, aiutati in ciò dai catechisti, che devono preoccuparsi di inserire l'iniziazione alla Messa nel cammino formativo dei ragazzi loro affidati...( Dies Domini, n.36).
2 –I punti di non ritorno: le nuove prospettive indicate dai Vescovi italiani nel 1991
In base alle realtà pastorale esistente, come l'accoglienza positiva dell'itinerario catechistico e la totale partecipazione delle famiglie al catechismo sia pure per fare la Prima Comunione, ora è possibile ripartire per affrontare un'impostazione di catechesi unitaria rinnovata, anzi, "aggiornata" nella sua prassi, poiché le linee del rinnovamento le abbiamo sia nel documento diocesano, sia nei catechismi del 1991.
La responsabilità dell'educazione alla fede "oltreché ai genitori, compete alla Comunità cristiana... Educare alla fede e non semplicemente - istruire - o - far apprendere la dottrina - perché i ragazzi siano ammessi ai Sacramenti... E' conoscenza del messaggio ... ed adesione libera alla Verità rivelata e professata dalla Chiesa... Educare alla fede oggi è impegno arduo e richiede la convinta partecipazione di tutti i membri della comunità cristiana (P.C.D., Ufficio per l'evangelizzazione e la catechesi, Diocesi di Massa Carrara - Pontremoli, 8 agosto 1989).
La nostra attenzione non sarà posta quindi sulla crismazione/sacramentalizzazione voluta ad ogni costo per il maggior numero possibile di ragazzi, (e i catechismi non sembra orientino in questa direzione), ma sullo sviluppo di una coscienza ecclesiale espressa in una rinnovata partecipazione all'Eucarestia fonte di carità e di vita comunitaria . (Sarete miei testimoni, CEI, 1991, pag.4).
E non è forse questo ciò che maggiormente ci sta a cuore?
Sono due, quindi, delle finalità proposte dai Vescovi che guideranno il nostro progetto.
Per impostare una catechesi che abbia questa tensione dichiarata e accolta dalla chiesa locale è necessario modificare pertanto la struttura dell'itinerario catechistico che fino ad oggi, di fatto, metteva al centro dell'azione catechistica il solo catechista e i fanciulli da "istruire": da adesso in poi, al centro dovrà essere posta la Comunità ecclesiale riunita in Assemblea liturgica.
Il catechista sarà parte integrante nello svolgere il ruolo di promotore di partecipazione liturgica e "padrino-madrina" dell'Iniziazione alla vita ecclesiale e la Comunità riunita per l'Eucarestia dovrà diventare il soggetto della Iniziazione stessa. Ci auguriamo che i fanciulli nell'imitazione degli adulti; i ragazzi e gli adolescenti nel lasciarsi guidare dal gruppo, nel fare esperienza diretta della vita cristiana reale (idem, pag.45) acquistino la convinzione che andare a catechismo, all'Oratorio, vivere la vita cristiana, o andare alla Messa ...non è una cosa da bambini, ma uno stile di vita che hanno i cristiani.
In breve si potrebbe affermare che la catechesi non passa più per la teoria sulla vita cristiana o mediata da una prassi catechistica con una impostazione scolastica sia pur vivace ed aggiornata, ma dovrà svilupparsi attraverso la partecipazione diretta alla vita e alla vita cristiana, lì dove spontaneamente si manifesta.
Sarà su queste aperture che tenteremo di creare interventi educativi per i piccoli gruppi e in forma progressiva rispetto al percorso catechistico attuale, e per la comunità intera e potrà essere ripensata anche la catechesi per i ragazzi.
3 - Cosa fare e come fare: noi abbiamo individuato questo percorso
Le indicazioni che la " Pastorale catechistica " della CEI presenta alle comunità ci sembrano proprio adatte per uscire dall'attuale situazione di disagio catechistico.
Disagio dei sacerdoti e dei catechisti, coscienti che una catechesi intesa soltanto come catechismo non genera automaticamente dei cristiani; disagio per i fanciulli, che messi a contatto con una catechesi intesa soltanto come "scuola ", non sempre vengono arricchiti; disagio per i genitori, che vedono nella richiesta di pura partecipazione alla Messa soltanto un obbligo, un ricatto, a cui devono sottostare per accedere ai sacramenti, con la conseguente gioia finale al momento del raggiungimento del sacramento dell'addio!
Tutti possiamo costatare questa mentalità che da tempo si è formata nelle famiglie: si considerano i sacramenti come "dovuti" per il solo fatto di aver mandato i figli al catechismo; e qualsiasi tentativo di orientare la famiglia e i fanciulli ad esprimere la fede nella liturgia e nella vita, viene considerato come un "obbligo", un "qualcosa di più", che è saltato in mente al parroco o ai catechisti per rendere più dura la vita della famiglia o più "caro l'acquisto" dei sacramenti...
Alcuni modi di dire sono significativi per chiarire la duplice mentalità in evidente contrasto tra gli operatori che nelle parrocchie si dedicano all'educazione alla vita di fede.
Sentiamo ovunque e di anno in anno ripetere: " "il mio bambino è sempre venuto a catechismo...quindi ha il diritto di essere ammesso al sacramento"..."la mia bambina non è venuta con costanza, però si è sempre impegnata"..."voglio proprio vedere se per qualche assenza non le danno la Comunione..." ecc...
Sono espressioni che lasciano catechisti e parroco in situazione di profonda inquietudine e che evidenziano una certa sopportazione di fronte al legittimo ruolo educativo che la Chiesa ha verso coloro che hanno scelto di insegnare e vivere la vita cristiana (questi problemi che annualmente le parrocchie si trovano ad affrontare sono stati raccolti e sintetizzati da Tonino Lasconi in "Catechisti Parrocchiali", n.5 maggio 1998, pag.19).
Ecco allora una probabile e possibile via risolutiva che in questi anni sperimenteremo (In questo siamo sotenuti da ciò che il catechismo della CEI "Io sono con voi, pag. 110, mette in evidenza e anche da quanto la Sacrosanctun Concilium indica riguardo alla mistagogia): l'Iniziazione dei fanciulli costruita dalla Comunità e dentro la Comunità riunita in Assemblea per la celebrazione dell'Eucarestia e l'ascolto della Parola.
L'Iniziazione sarà la strada che il bambino esplorerà e percorrerà, al termine della quale accoglierà/riceverà il sacramento come tappa dell'Iniziazione stessa.
Il Sacramento non sarà più considerato effetto dovuto di una presenza assidua a catechismo più o meno partecipata, più o meno problematica: il parroco con i catechisti ammetterà al sacramento soltanto se la frequenza al catechismo sarà sostenuta dalla partecipazione all'Iniziazione e non appena saranno state concluse tutte le tappe dell'Iniziazione.
I tempi dei Sacramenti perciò saranno scanditi per ogni singolo fanciullo, dai catechisti, dal parroco e dai genitori stessi, senza vincoli di date e scadenze.
Ciascun fanciullo riceverà la prima Confessione indipendentemente dalle tappe degli altri, e parteciperà all'Eucarestia, all'interno della celebrazione domenicale, con la medesima assemblea che ha conosciuto, apprezzato e amato, con la stessa solenne liturgia di ogni domenica, senza la classica Messa collettiva di prima Comunione e senza il ricorrente problema dell'abito: per questo ogni famiglia sceglierà il proprio segno per mettere in evidenza la Prima partecipazione all'Eucarestia del proprio bambino.
In breve: il parroco e i catechisti ammetteranno al Sacramento i fanciulli soltanto dopo la conclusione delle tappe e la famiglia comunicherà alla Comunità il giorno in cui vorrà che il proprio bambino riceva il Sacramento nella Comunità che ha conosciuto, dove ha vissuto, dove ha amato il Signore. Sarà una Prima Comunione non "privata", cioè isolata dalla vita della Comunità che ha accolto il bambino, ma "dentro" la stessa Comunità conosciuta; le famiglie potranno anche raggruppare i propri bambini in un piccolo gruppo.
Per questo motivo, la "qualità" della messa di Prima Comunione collettiva, che veniva organizzata così solennemente per innamorare genitori e bambini ad una continuità, che non c'è assolutamente stata, sarà portata in tutte le celebrazioni della messa festiva.
La liturgia domenicale acquisterà quindi il vestito della festa: la celebrazione della santa Messa sarà animata come se ogni domenica ci fosse una prima comunione; ogni bambino potrà partecipare con diversi ruoli, ma non potrà ancora partecipare, nutrendosi del Pane Eucaristico… come fanno i grandi.
Al termine delle tappe, allora si, potrà finalmente partecipare in modo pieno alla Santa Messa, nutrendosi anche del Pane Eucaristico.
Nella liturgia domenicale saranno lanciate tutte le iniziative di carità, alle quali anche il bambino sarà chiamato a rispondere attraverso la vita di Oratorio e in famiglia.
4 - Le tappe dell'iniziazione
Nel proporre le tappe dell'Iniziazione sarà opportuno far osservare anzitutto ai genitori che l'Iniziativa vuol andare incontro proprio alle esigenze della famiglia che spesso non può "mandare" alla Messa i fanciulli per i più svariati motivi: l'essere insieme fuori città, la partita del figlio, la gita in comune, un matrimonio, l'influenza invernale, un temporale improvviso... Ogni famiglia potrà decidere quando mandare il proprio figlio.
La famiglia ha in questo modo una propria libertà di scelta e, se il bambino non è sempre presente, non si sentirà ricattata, perché durante il corso dell'anno avrà modo di organizzare i tempi del conferimento sacramentale.
Alla famiglia si farà poi comprendere con degli esempi raccolti dalla esperienza della vita famigliare che non basta insegnare ai fanciulli, ma è necessario far vedere e spronare a fare: ad esempio, un bambino non impara ad usare il computer soltanto per il fatto che papà o mamma gli spiegano che cos'è e come si fa, ma ne imparerà l’uso e il significato soltanto se vedrà il computer, guarderà chi lo utilizza e infine avrà la possibilità di smanettarci sopra; né un diciottenne prenderà confidenza e sicurezza con un'automobile fino ad acquisire un personale stile di guida se non farà in qualche modo teoria e pratica di guida (scuola, iniziazione.. alla guida!); lo stesso concetto può valere sia per imparare ad andare in bici per le strade della città o a cucinare i cibi, o piantare chiodi su un'asse di legno..., sia per qualsiasi altra cosa che normalmente nella vita viene insegnata.
Il medesimo principio è valido anche per la conoscenza e la comprensione, l'ammirazione e l'accoglienza dei gesti e dei simboli della vita cristiana: il vederli, l'apprezzarli, l'ammirarli, il comprenderli e l'imitarli, costituisce un primo incontro (Iniziazione) con la vita di fede espressa da noi cristiani in un determinato ed essenziale contesto com'è quello della Domenica durante la Messa.
Non dobbiamo dimenticare tuttavia che il motivo principale delle tappe non consecutive è l'aiuto che vogliamo offrire nel cambiamento di una mentalità ormai deviata circa la partecipazione alla messa domenicale nell'anno della Prima Confessione e prima Comunione: non si viene alla Messa per poter ricevere così i sacramenti, ma si partecipa perché è lì che si incontra il Mistero.
La missione di ogni parrocchia è quella di educare a vivere la vita cristiana che si esprime nella partecipazione alla vita liturgica, e le tappe sono mirate appunto alla conoscenza e alla imitazione viva, immediata degli atteggiamenti, dei gesti e dei riti, che la liturgia adopera come linguaggio.
Ogni catechista, a nome della Comunità parrocchiale, dovrà seguire lo svolgersi dell'Iniziazione ponendo attenzione ad ogni singolo bambino: l'Iniziazione dovrà essere quindi individualizzata e recuperata poi nel suo significato e nel suo mistero durante l'incontro di catechismo.
L'Assemblea liturgica domenicale dovrà diventare il soggetto dell'iniziazione principale e il luogo dell'esperienza d'incontro con Gesù.
I principi ispiratori della Iniziazione a tappe dovranno essere presi dal vissuto reale delle assemblee liturgiche.
Le tappe qui presentate vogliono essere soltanto indicative sia nel numero come nella formulazione degli obiettivi: ogni catechista avrà modo ovviamente di ampliarle o modificarle; le suddivideremo in due fasi, una di scoperta e l'altra di imitazione. Ogni tappa è costituita da un momento di osservazione cui farà seguito una seconda fase orientata all'imitazione di quanto osservato. Alcuni adulti preparati che frequentano (...nel passato era la famiglia....) potrebbero spiegare ai fanciulli il significato degli atteggiamenti, dei gesti e dei segni; qualora però questo non fosse possibile, sarà fatto durante l'incontro di catechismo.
Ogni singola tappa dovrà essere presentata ai fanciulli con il linguaggio proprio dei fanciulli.
Gli obiettivi della Iniziazione saranno diversi e progressivi. Per i piccoli l'Iniziazione si riferirà alle cose più elementari e più semplici; i fanciulli del terzo e quarto itinerario, invece, saranno condotti ad OSSERVARE gli atteggiamenti, gli oggetti, i luoghi, le persone, e successivamente sostenuti nel FARE, IMITARE il mondo degli adulti che vive ed esprime la propria fede in un momento centrale della vita della Comunità Parrocchiale com'è la celebrazione festiva della S. Messa.
Il catechista dovrà scegliere per tempo i contenuti relativi alla Iniziazione liturgica e indicarli ai fanciulli prima della celebrazione domenicale e festiva; non si richiede in questa fase la "spiegazione" che avrà il suo spazio nell'incontro di catechismo a seguito delle domande (i perché suscitati e guidati) che i fanciulli porranno al catechista.
Qui di seguito formuliamo alcune ipotesi di itinerario di iniziazione che potranno essere sperimentate ed anche variate nel corso della sperimentazione stessa , non avendo alcun punto pratico di riferimento della CEI in proposito.
a) ITINERARIO di INIZIAZIONE DEL PRIMO ANNO
Obiettivo: Alfabetizzazione religiosa
Imparare il segno di croce; piccole formule di preghiera da recitare in chiesa prima del catechismo; partecipazione attiva alle iniziative di educazione alla vita cristiana (Avvento, Quaresima, organizzate dalla parrocchia....).
Invito ai genitori a portare (partecipare essi stessi) alla Messa domenicale e festiva.
b) ITINERARIO di INIZIAZIONE DEL SECONDO ANNO
Obiettivo: Alfabetizzazione religiosa
Continua quella dell'anno precedente, con qualche arricchimento di preghiere.
Invito i genitori a portare i propri bambini ad assistere più volte al Battesimo: durante il corso dell’anno ci si preoccuperà di "far vedere" gli oggetti che servono per il Battesimo e soprattutto l'acqua, segno dell'amore di Dio.
c) ITINERARIO di INIZIAZIONE DEL TERZO ANNO
Obiettivo: Iniziare i fanciulli all’ascolto della Parola
I fanciulli saranno aiutati ad ascoltare, e ricordare la Parola di Dio, a scoprire, vedere dal vivo e riconoscere i segni liturgici come linguaggio della Chiesa, fino all'accoglienza del segno sacramentale della riconciliazione che viene dato dalla Chiesa e dentro la Comunità. Qui diamo alcune indicazioni.
A - SCOPERTA DI ATTEGGIAMENTI e dei GESTI
Far osservare le varie posizioni del corpo che assumono le persone dall'inizio della messa fino all'ascolto delle letture.
Far notare il luogo da dove vengono proclamate le Letture.
Far scoprire l'ordine delle letture ( prima. salmo, seconda, vangelo).
Far osservare il gesto che le persone compiono nel momento in cui il sacerdote inizia la lettura del Vangelo.
Far osservare le varie posizioni del corpo delle persone durante la celebrazione della Messa.
Far ascoltare le risposte che le persone danno a: Il Signore sia con voi, Parola di Dio, Parola del Signore.
Nel foglietto della Messa, far seguire il Confesso.
Far osservare il gesto che le persone compiono durante il Confesso.
Far vedere il luogo dove le persone vanno a "parlare" con il Sacerdote.
Far ascoltare le parole che il sacerdote pronuncia al momento finale della Confessione.
B - IMITAZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI e dei GESTI
Imitare la posizione del corpo che le persone assumono fino al momento dell'ascolto delle Letture.
A turno far collocare dai fanciulli sull'ambone i libri liturgici.
Aiutare i fanciulli a rispondere con costanza alla conclusione delle Letture.
Aiutare i fanciulli ad orientare il proprio sguardo verso i libri delle Letture.
Aiutare i fanciulli a compiere correttamente il piccolo segno di croce sulla fronte, sulle labbra e sul cuore.
Aiutare i fanciulli a rispondere esattamente dopo le letture e al saluto del celebrante.
Far imparare il Confesso: poche righe ogni domenica.
Ricordare ai fanciulli di compiere il gesto di riconoscimento dei propri peccati (battersi il petto, durante il Confesso).
Portare i fanciulli a "vedere" il modo di confessarsi di altri ragazzi o giovani.
Far imparare il modo di confessarsi
Sarà opportuno invitare i genitori a portare i bambini alla messa festiva con un po' di anticipo rispetto all'orario in modo da permettere ai catechisti di "iniziare", di porre i fanciulli in situazione di scoperta o di imitazione.
d) ITINERARIO di INIZIAZIONE DEL QUARTO ANNO
Obiettivo: Iniziazione dei fanciulli all’eucarestia
I fanciulli dovranno scoprire, vedere, interpretare dal vivo e riconoscere i segni dell'amore di Dio, fino all'accoglienza piena del dono dell'Eucarestia partecipando in forma piena alla s. Messa.
Invito ai genitori a portare i bambini alla messa festiva con un po' di anticipo rispetto all'orario in modo da permettere ai catechisti di "iniziare", di porre i bambini in situazione di scoperta. Diamo anche per questo itinerario alcune tracce.
A - RITI D'INGRESSO
Far notare il riunirsi delle persone in assemblea liturgica.
Far notare il gesto che persone compiono quando entrano in chiesa.
Far compiere i gesti di saluto al momento di entrare nella chiesa.
Far osservare la composizione dell'assemblea liturgica: sacerdote, chierichetti, uomini, donne, bambini, coro...
Far osservare le varie posizioni del corpo che le persone assumono durante la celebrazione della Messa.
B - LITURGIA DELLA PAROLA
Far vedere quali sono e come si chiamano i libri utilizzati durante la Messa.
Far osservare il luogo dove sono collocati i libri liturgici e chi li legge.
Far scoprire quali risposte vengono date dall'assemblea dopo la prima e seconda lettura e dopo il Vangelo.
Far notare in che modo l'assemblea partecipa alla lettura del Salmo.
Far partecipare alla lettura del Salmo.
C - RITI DI OFFERTORIO
Far osservare il modo di fare la processione offertoriale.
Far notare gli oggetti che vengono portati all'altare durante la processione offertoriale.
Partecipare a turno alla processione offertoriale.
Far osservare i gesti di offerta che il sacerdote compie durante l'offertorio.
Far notare che il sacerdote versa nel calice poche gocce d'acqua che si uniscono al vino.
D - LITURGIA EUCARISTICA
Far ascoltare le parole che il sacerdote pronuncia quando si china sull'ostia e sul calice.
Far notare il suono del campanello che indica il momento iniziale e conclusivo della consacrazione del pane e del vino.
Far ascoltare l'esclamazione (mistero della fede) che il sacerdote dice dopo la consacrazione e la risposta dell'assemblea.
Far imparare e rispondere al momento giusto l'acclamazione dopo il "Mistero della fede".
E - RITI DI COMUNIONE
Far osservare la posizione delle braccia del sacerdote mentre recita il Padre nostro.
Far osservare il modo con cui le persone si scambiano il gesto di pace.
Far notare che il sacerdote spezza il Pane Eucaristico e depone un frammento di Eucarestia nel calice.
Far notare in quale modo le persone accolgono come dono il Pane Eucaristico.
Porre attenzione alle parole che il sacerdote pronuncia al momento della distribuzione della Comunione, la risposta e la posizione del fedele.
Far vedere il luogo dove il sacerdote ripone il Pane Eucaristico.
F - RITI DEL CONGEDO
Porre l'attenzione alle parole del sacerdote che saluta l'assemblea e far imparare le risposte.
Far vedere il gesto di saluto che l'assemblea compie e le parole conclusive della celebrazione della Messa.
Far vedere la gioia dell'essere stati insieme.
Far vedere come i ragazzi più grandi vivono il servizio, la condivisione, la carità ecc...
SECONDA PARTE: i ragazzi
La vita cristiana dei ragazzi all'Oratorio
Questo terzo aspetto del metodo globale della catechesi volutamente lo tratteremo in riferimento all'età compresa tra i 10 e i 15/16 anni e costituisce il naturale legame con l'aspetto della catechesi riguardante i ragazzi, anche se ha le sue radici nella pastorale catechistica dei fanciulli.
Siamo coscienti che il problema educativo tocca anche le età precedenti e non si esaurisce in tutto ciò che qui comunicheremo, tuttavia alcuni punti fermi dovranno orientare la nostra concretezza pastorale, come ad esempio il fatto che i catechismi CEI non si sono lasciati sfuggire la centralità della Comunità per l'educazione cristiana.
"La comunità riunita nell'assemblea domenicale è chiamata a sostituire la famiglia all'interno della quale l'educazione cristiana è un diritto dei fanciulli. Essa tende a guidarli gradualmente a conoscere il disegno che Dio ha realizzato in Cristo, perché imparino ad esprimere personalmente la fede della Chiesa nella quale sono stati battezzati" (Io sono con voi, CEI, pag. 110).
Di fronte ad un invito così innovatore che espone efficacemente la realtà di oggi, è inevitabile che si presenti la preoccupazione della scelta di riformulare la data del conferimento del Sacramento negli anni delle scuole superiori (dopo i 14 anni).
La lettura pastorale che seguirà metterà in luce le nuove esigenze della realtà catechistica.
INIZIAZIONE DEI RAGAZZI: ... e dopo la prima comunione?
Il disagio delle parrocchie, dei catechisti, delle famiglie e degli stessi ragazzi che frequentano i Corsi di preparazione al Sacramento della Cresima (oggi conferita intorno ai 12 anni), ci richiede quindi sollecitudine per riformulare la nostra pastorale catechistica, che in questi anni si è "inchiodata" al catechismo come unico momento di formazione cristiana. In breve: il catechismo classico, in preparazione alla Cresima, così com'è impostato, non va più bene, e le esperienze finora condotte, comprese quelle di allungare i tempi del catechismo fino alle scuole superiori, almeno da noi non ha dato buoni frutti.
Ecco allora la nuova esperienza che vogliamo porre in atto: far terminare per tutti l'obbligatorietà del catechismo con la partecipazione alla messa di Prima Comunione (dove già si nota spesso un anticipato inizio d'esodo...) e proporre una "partecipazione libera" alla vita di Oratorio, che dovrà diventare lo "strumento" vivo di "preparazione" alla Cresima. La Chiesa non abbandona e non si chiude all'educazione cristiana, ma ne modifica luogo, metodologie, strategie e interventi. Termina appunto il catechismo, ma non termina la catechesi: si "chiudono" le aule del catechismo, ma si "aprono" le porte della vita associativa; non si "dovrà" più andare al catechismo, ma si "potrà" andare all'Oratorio; non chi va all'Oratorio comunque, dovrà o potrà ricevere automaticamente la Cresima, ma la vita associativa in genere potrà diventare occasione per maturare la scelta per l'accoglienza di questo sacramento.
Avremo indubbiamente un notevole calo di sacramentalizzazione, ma le motivazioni del cambiamento, che ora presenteremo, ci sembrano molto più forti del rischio, che fra l'altro rimane circoscritto alle tre parrocchie gemellate.
1 - La realtà pastorale
Il primo motivo di questa trasformazione è da ricercarsi nella scelta pastorale della qualità dei cresimandi più che la quantità dei cresimati: è più importante dare la Cresima a tutti i costi con tutte le strategie possibili, magari con lo scopo di tenere vicino alla Chiesa i ragazzi il più a lungo possibile, prima dell'esodo; o è più opportuno, per la vita di ciascun ragazzo, avere la possibilità di ricevere il sacramento con più amore e meno obbligatorietà?
In tempi passati tutte le nostre popolazioni erano cristiane per nascita, oggi credono alcuni tra molti.
La seconda ragione che ci ha spinto nel decidere per il cambiamento è da ricercarsi nella situazione psicologica degli stessi ragazzi che vivono il disgregarsi del gruppo classe (il modo con cui ora è strutturato il catechismo e la vita scolastica) come momento di mutazione e di passaggio di status evolutivo.
Il periodo dell'età scolare, non è una novità, è il periodo nel quale ogni bambino dipende nelle decisioni dai genitori, anche nella vita sacramentale, ed accoglie quanto i genitori gli propongono di fare o gli fanno fare; con il passaggio alla scuola media questo equilibrio di dipendenza inizia il suo declino: la "vecchia" classe si scompone per allargare i singoli verso nuove occasioni.
Nell'ambito della scuola media nascono nuove aggregazioni, amicizie e interessi; si intesse una rete di incontri con un taglio quasi netto con i "vecchi" compagni che vengono del tutto dimenticati...; si comincia a delineare il desiderio di un'aggregazione informale e non legata ad impegni continui nel tempo, che sfocerà, con l'ingresso nelle scuole superiori, nella aggregazione "del muretto"...: aggregazione monotona, piatta, amorfa come un muretto di strada, ma luogo di autonomo e libero incontro, dove si intrecciano il dialogo e la lite (brevissima), le decisioni e gli amori, le modalità di impiegare il tempo e le lunghe "sedute" sugli scooter in reciproca ammirazione ecc...
Una complessa dinamica di nascita della libertà interiore che si scontra con quanto i ragazzi percepiscono come obbligatorio e legato all'infanzia, come appunto è il catechismo, che da ora in poi almeno interiormente viene rifiutato.
Infine, a dieci anni dalla pubblicazione del Programma Catechistico Diocesano (maggio 1989), si rende necessaria una verifica delle attese ed anche una reimpostazione globale, non soltanto perché la realtà dei fanciulli e delle loro famiglie è cambiata, ma anche perché nel frattempo sono stati riscritti gli stessi catechismi per l'Iniziazione cristiana.
La struttura del Programma Catechistico Diocesano aveva uno scopo ben preciso: "educare i fanciulli a rispondere con i fatti alla proposta d'amore di Dio"; - con i fatti -.
L'espressione voleva manifestare il desiderio di vedere al termine delle ore di catechismo un miglioramento nella qualità della fede dei fanciulli, costatabile con una presenza quasi totale e assidua alla celebrazione Eucaristica, cuore di ogni Comunità parrocchiale.
Ma i fatti invece colgono un'esile risposta alla proposta d'amore di Dio.
Tuttavia a partire da quel Convegno ad oggi si possono notare alcuni risultati importanti e la nascita di nuove esigenze, come: la necessità della catechesi per tutte le età; un dinamico itinerario per educare alla vita di fede da consegnare ai catechisti perché la loro prassi catechistica diretta sia più adeguata al linguaggio di oggi; una immagine di Chiesa attenta all'educazione dentro una pastorale giovanile sistematica ed una sensibilità pastorale attenta all'educazione, più che essere preoccupata della comunicazione del sapere religioso nozionistico.
2 - Il sacramento della Cresima
Dopo la Prima Comunione terminerà quindi il catechismo, nel senso classico, come di solito viene svolto in ogni parrocchia, ma non si concluderà la Catechesi che, da quel momento in poi, sarà riformulata con modalità diverse e senz'altro più impegnative.
Si auspica un coinvolgimento dell'AGESCI, dell'ACR e del MGS, presenti nel nostro territorio.
Questa impostazione pastorale del conferimento della Cresima, che nolenti o volenti dobbiamo dare dopo il sacramento dell'Eucarestia e che siamo invitati a considerare come sacramento della maturità, intende andare incontro alle seguenti esigenze:
- che il Sacramento venga richiesto dai ragazzi stessi e non imposto dalle famiglie
- la richiesta dei ragazzi, per ragioni legate ai dati della psicologia dell’età evolutiva, non può avvenire prima dell'inizio delle scuole superiori, età in cui può riemergere una ricerca anche di carattere religioso sollecitata, risvegliata, proposta dalle iniziative della vita oratoriale.
Avremmo potuto anche optare per la scelta di anticipare l’amministrazione della Cresima, ma in tal caso ci sembra che saremmo dovuti andare in direzione educativa diversa da quanto indicato dai Vescovi italiani nelle linee guida della catechesi per l’età evolutiva; inoltre avremmo perso un importante elemento di aggancio per una fede più consapevole, costituito proprio dalla richiesta personale del sacramento che potranno fare gli adolescenti o le persone adulte che si interrogano sulla fede.
3 - L'Iniziazione dei ragazzi
I presupposti che abbiamo precedentemente elencato sono stati trasformati dagli stessi catechismi CEI in finalità e contenuti da raggiungere proprio dentro il vissuto delle nostre comunità.
Per facilitare la lettura raggrupperemo i punti principali. Resta chiaramente irrinunciabile tenere presente che i contenuti qui elencati non sono da imparare, ma da vedere e vivere nel luoghi e nelle modalità di ciascuna parrocchia e nell'insieme del progetto di pastorale unitaria.
A che cosa quindi iniziare? Che cosa far scoprire e far vivere ai ragazzi?
I Vescovi stessi, nei catechismi citati, ce ne indicano i contenuti.
" Sarà necessario aiutare i ragazzi a scoprire la presenza dello Spirito nelle diverse esperienze comunitarie di Chiesa in cui con particolare trasparenza appaiono i frutti dello Spirito: famiglie che vivono secondo il Vangelo, esperienze di fraternità in gruppi ecclesiali, persone unite a progetti di sviluppo e promozione verso persone o popoli in situazione di disagio..."
" I ragazzi sono così condotti, in una prospettiva storico salvifica a scoprire il disegno di Dio come dono di Comunione e di amicizia verso tutti gli uomini; come realtà da manifestare e vivere partecipando alla vita della Chiesa; come evento di conferma della scelta battesimale e di rinnovata partecipazione all'Eucarestia..."
"La scoperta di Dio, amico e vicino a noi; l'incontro con Gesù di Nazareth e la sua parola; l'invito a seguire Cristo con responsabilità e da protagonisti..."
"La pastorale aiuterà ... ad inserirsi in modo più pieno nella celebrazione dell'Eucarestia, promuovendo la loro partecipazione attiva ai vari momenti del rito..."
"Sarà importante accompagnarli a fare esperienza di partecipazione all'interno dei momenti che scandiscono la vita della comunità..."
"Può risultare proficuo...un incontro con persone che esercitano un particolare ministero ecclesiale... e... con persone che vivono scelte vocazionali diverse..."
"Valorizzare le esperienze di collaborazione...l'incontro con missionari...con i problemi e le prospettive della Chiesa missionaria...".
4 - I luoghi della Iniziazione dei ragazzi
L'Iniziazione intenzionale alla vita ecclesiale per i ragazzi di questa fascia d'età dovrebbe diventare una delle principali finalità della catechesi.
L'Iniziazione, così come descritta dai Vescovi nei catechismi, raccoglie in sé modalità, luoghi, persone e strumenti che, adottati in forma sincronica, costituiscono comunque l'atto catechistico della Comunità, senza coincidere tuttavia con l'azione catechistica centrata sulla lezione di catechismo, sul fare catechismo nei banchi di scuola o nei casi migliori, attorno a un tavolo, usando i più svariati metodi di comunicazione o le migliori tecniche di apprendimento.
Gli stessi catechismi orientano la pastorale catechistica in questo senso indicando luoghi, persone, contenuti e modalità da rendere operative nelle parrocchie.
a) La parrocchia
"E' un cammino che i ragazzi non possono percorrere da soli: hanno bisogno della vicinanza e della testimonianza della Comunità, della famiglia, degli educatori, dei loro stessi amici di gruppo..."
"Per i ragazzi il luogo dove possono meglio maturare i valori e le scelte di vita è dato dalla comunità ecclesiale in cui si è inseriti..."
"La realizzazione di un cammino crismale passa attraverso la conoscenza immediata del progetto e delle scelte pastorali della propria parrocchia, per prendere coscienza di come la comunità ecclesiale si impegni a realizzare la missione della Chiesa..."
"L'itinerario, per divenire efficace, è intimamente legato a questa testimonianza comunitaria. Le parole non bastano..."
I catechismi Sarete miei Testimoni e Vi ho chiamato amici fanno emergere che il luogo della Iniziazione non è più identificabile quindi con la tradizionale "classe" di catechismo: la classe diventa la chiesa; e il catechista non è più l'unico mediatore della fede, ma è la Comunità parrocchiale ad assumere il ruolo di vero soggetto della Iniziazione.
b) L'Oratorio Parrocchiale o Centro Giovanile
Anche l'Oratorio perciò va considerato come il luogo privilegiato e visibile da parte di tutti, dove i ragazzi interagiscono, scoprono, vivono, si danno da fare, vedono, conoscono e comprendono la vita della comunità parrocchiale, che identificano con la stessa Chiesa.
L'Oratorio sarà il luogo dell'incontro, delle iniziative, del dialogo, del confronto, delle domande, delle risposte, dell'accoglienza, della conoscenza degli altri e di "Dio che vive in mezzo a noi" attraverso gli animatori, il sacerdote, i genitori, gli adulti nella fede, i sacramenti. I Vescovi vanno oltre il semplice momento, sia pure importante, dell'accoglienza e dell'aggregazione di tutti: l'attività di tempo libero o sport non può essere fine a se stesso, ma piuttosto un primo momento privilegiato per un successivo passaggio a carattere missionario, salvifico: Questo passaggio "di fede" è necessario per non tradire le stesse attese dei ragazzi che vengono all' Oratorio per poter fare esperienza di attenzione reciproca, per poter incontrarsi per fare ciò che li fa sentire "persone" protagoniste della propria vita; per incontrare "modelli" di giovani/adulti che si pongono come punto di confronto con la loro vita…; per avere un punto di riferimento ricco di valori comuni a tutti, da ricercare, accogliere, condividere e da sperimentare ( …e l'oratorio ha dentro di sé la possibilità di offrire tutto questo) in relazione alle varie fasce d'età, in relazione al progetto di vita di Cristo Gesù.
"Nella comunità, i ragazzi devono essere educati a sentirsi responsabili. Dio chiama ciascuno a vivere da protagonista. Non basta fare per loro, bisogna imparare a fare con loro..."
La nostra preoccupazione, all'Oratorio, non sarà quindi di fare il catechismo, ma di fare con i ragazzi esperienze di vita cristiana gioiosa, in una sorta di spirale educativa collocata dentro cerchi concentrici attraversati dalle dimensioni umano-religiosa e illuminate da un clima educativo positivo, propositivo, responsabilizzante e liberante, che permetta a tutti di scoprire e di vivere in progressione la propria vita di fede. Da tutto il contesto emerge che il percorso dell'Iniziazione Cristiana dovrà avere una continuità costante, con momenti di condivisione delle esperienze fortemente significative e coinvolgenti: incontri extraparrocchiali, viacariali, diocesani, d'Ispettoria, campi preparati durante l'anno attraverso un "tirocinio dello stare insieme" e suddivisi per età...ecc.
c) Il metodo dell'Iniziazione dei ragazzi
I catechismi indicano le linee guida di una corretta metodologia pastorale per l'Iniziazione che dovrà essere sviluppata nei dettagli e nei vari ambiti secondo le fasi evolutive e in
"In questa età va favorita la vita di gruppo (spontaneo o per fasce d'età, o per interessi...) quale luogo di crescita e di maturazione della fede... "
"I ragazzi vengono aiutati a fare reciproca conoscenza e accoglienza...a fare esperienza dei valori positivi attraverso la testimonianza di vita degli adulti..."
"Non è perdita di tempo confrontarsi con loro e con i loro punti di vista nelle scelte pastorale che li riguardano... creare luoghi e interesse d'incontro, prevedere momenti di silenzio e di preghiera, attività ricreative e di servizio. Insieme, nella Chiesa, si cresce nella fede".
LA VERIFICA
Il progetto sarà verificato in tutti i suoi punti descritti sopra, di anno in anno all'interno della nostra comunità parrocchiale e ricorretto, ampliato o confermato nel suo svolgersi, confrontandolo con l’impatto delle famiglie , dei bambini e della comunità stessa.
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AGGIORNAMENTO 30/11/07: problema pastorale della CRESIMA
Nella verifica che è stata fatta con il Vescovo durante la rivisitazione è emerso che la nostra parrocchia trova difficoltà a "tenere" i ragazzi e gli adolescenti ,soprattutto perchè attualmente tutti si stanno incontrando presso il Centro, dove trovano accoglienza e aggregazione attraverso lo sport e il tempo libero
Il parroco ha comunicato al Vescovo i motivi della non percorribilità di questa strada se non ci sarà una condivisa pastorale interparrochiale ed un comune progetto sull'iniziazione Cristiana.
Nel momento in cui il progetto prevedeva lo spostamento dell'età della cresima, infatti, era previsto che i ragazzi, dopo la prima comunione, entrassero a far parte del gruppo ACR, che nel frattempo era stato costituito in accordo con i responsabili diocesani. L'ACR avrebbe accompagnato i ragazzi nella loro crescita, e durante il percorso, dopo i 16 anni, ci sarebbe stata la Cresima.
Il cammino è andato avanti per soli due anni.
Mancando questo supporto d'appartenenza, ovviamente, è stata intrapresa un'altra strada, un pò più difficile; in accordo con le suore si è preferita la costituzione del gruppo dei cresimandi, giudato dalle suore Salesiane, presenti in parrocchia.
A tutt'oggi, il gruppo dei cresimandi è saggiamente guidato dalle suore che preparano i ragazzi, per la verità pochi, seguendo i programmi del MGS.
AGGIORNAMENTO Maggio 2009:
A seguito delle direttive diocesane con il gruppo delle catechiste si è accolta l'indicazione dei conferire la Cresima dopo i 12 anni. Ovviamente raggrupando più anni assieme in modo da poter raggiungere un congruo numero di Cresimandi. Le catechiste e il parroco osserveranno con attenzione la volontà di chi vive dentro la comunità Parrocchiale con costanza. Qualche incontro precedente il Sacramento condotto dla Parroco preparerà i ragazzi alla Cresima.
AGGIORNAMENTO PASQUA 2010:
(NOTA del Parroco: Pasqua 2010. Il tentativo di coinvolgere questa associazione nel percorso dell'Iniziazione Cristiana, a tutt'oggi, non si è rilevato molto positivo a causa di una non completa accoglienza del progetto stesso CHE PREVEDEVA UN COINVOLGIMENTO NELLA VITA DELLA COMUNITA' ( Mistagogia) con le modalità descritte.