Sito Ufficiale della Parrocchia di San Giacomo - Carrara

Cerca nel sito

Vai ai contenuti

Menu principale:


Il coinvolgimento della famiglia

PASTORALE FAMIGLIA

IL COINVOLGIMENTO DELLA FAMIGLIA


Il PERCHE' di un rinnovamento

Il documento della Diocesi di Torino "COINVOLGERE I GENITORI NELL’INIZIAZIONE DEI FIGLI ALLA VITA CRISTIANA" che don Fontana ha presentato al Convegno della nostra diocesi: "La sfida dell'Iniziazione Cristiana" ci ha dato il motivo pastorale per avviare il cambiamento, o meglio, per arricchire ciò che è già in atto, nella nostra Parrocchia.



1 - L’obiettivo da perseguire nei tentativi di coinvolgere i genitori è: trasformare la vita familiare, dando ad essa un riferimento cristiano ed evangelico, affinché sia a parole sia nelle scelte quotidiane i genitori parlino ai figli di Gesù Cristo, raccontando ad essi la sua storia; li aiutino a seguire il suo insegnamento nell’amore verso il Padre e verso il prossimo, acquisendo gli atteggiamenti e i comportamenti ispirati al Vangelo; li accompagnino alle celebrazioni dei cristiani, inserendosi progressivamente nella vita della comunità parrocchiale e nei gruppi esistenti. In una parola, si tratta di riattivare la trasmissione della fede cristiana tra genitori e figli, realizzando ciò che i documenti ecclesiali suggeriscono e ciò che l’esperienza dice essere l’unica strada efficace per iniziare i ragazzi alla fede, cioè il contesto familiare credente.
L’obiettivo non è dunque semplicemente prepararli alla Prima Comunione e alla Cresima;né che i genitori si limitino ad aiutare i catechisti nel loro lavoro con i fanciulli (semmai viceversa)… Sarebbe una grande illusione da parte nostra, se pensassimo di poter cambiare la vita dei ragazzi con un’ora alla settimana di catechismo, senza agire contemporaneamente sulla famiglia affinché ogni giorno educhi nei figli atteggiamenti e comportamenti per orientarli alla vita cristiana; non è la parrocchia che deve farsi aiutare dai genitori, ma è la parrocchia che deve aiutare e agire sui genitori per iniziare alla fede.



2 - I genitori sono adulti da evangelizzare, perché molti di essi non hanno ancora fatto una chiara e consapevole scelta di fede.
Occorre suscitarla in loro, con pazienza e con proposte significative.
Inoltre, la parrocchia si pone al servizio dei genitori per
aiutarli a maturare nel compito di educare i figli nella fede cristiana; non viceversa; questo servizio ai genitori ha bisogno di essere concretizzato nella situazione di fede di ciascuna famiglia; occorrerà dunque predisporre dei cammini differenziati affinché ogni genitore, senza sentirsi obbligato, accetti di essere coinvolto e possa trovare la strada più appropriata da percorre in vista di una vita cristiana consapevole e matura.
Infine, occorre preparare genitori e figli a completare la loro iniziazione cristiana attraverso la celebrazione della Confermazione e la partecipazione piena all’Eucaristia domenicale: bisognerà cogliere il valore dei segni, le conseguenze nella vita, il modo di parteciparvi. E’ questo il tempo della catechesi, come strutturazione della personalità cristiana, “esplicitazione sempre più sistematica della prima evangelizzazione, educazione di coloro che si dispongono a ricevere il Battesimo o a ratificarne gli impegni, iniziazione alla vita della Chiesa e alla testimonianza di carità”.

3 - Come lavorare con i genitori lungo l’itinerario di iniziazione cristiana? Occorre tenere presente che si tratta di adulti, oltre che genitori: gli adulti hanno già fatto scelte di vita, hanno maturato esperienze e sensibilità diverse, hanno una storia da raccontare. E’ necessario perciò: accogliere la loro vita, con simpatia e attenzione, lasciando loro la possibilità di esprimersi liberamente negli incontri (a gruppetti, singolarmente) per riflettere su ciò che stanno vivendo.
E’ necessario altresì stabilire con loro legami anche personali, per un dialogo a tu per tu, in cui ci si avvicina reciprocamente, innestando l’annuncio di Gesù nel concreto della loro esperienza e delle loro preoccupazioni.
E’ necessario condurre gli incontri comuni mettendosi in ascolto della Parola di Dio, leggendo il vangelo, interrogandosi sul significato che può avere per noi oggi. E’ necessario offrire a poco a poco ruoli e partecipazione sempre più attiva al gruppo e alla comunità in cammino verso la vita cristiana.
E’ necessario aiutarli a celebrare la fede cristiana con tutta la comunità e con i loro figli, presentando l’Eucaristia domenicale come il punto di arrivo di una profonda comunione con Cristo.
E’ necessario infine aiutarli a vivere ogni giorno in casa e nella vita quotidiana il compito educativo insito nella vocazione di genitori, suggerendo risposte agli interrogativi dei figli, evidenziando lo stile cristiano della famiglia, proponendo ad essi forme di preghiera e forme di solidarietà cristiana da attuare con i figli.

4 - Per quanto riguarda i contenuti del nostro annuncio ai genitori, dobbiamo guardare ai molti suggerimenti, proposti dagli itinerari della CEI attraverso i documenti e i catechismi, ma soprattutto procedere gradualmente: si comincia con il primo annuncio di Cristo, per proseguire nell’approfondimento del messaggio cristiano, fino al coinvolgimento nella comunità cristiana.
Si tratta di orientare tutta l’esistenza a Cristo, non soltanto per fare pie esortazioni di carattere moralistico: il cristiano è colui che crede in Gesù Cristo e lo segue nella vita quotidiana, facendosi suo discepolo nell’ascolto della Parola, nella celebrazione dell’Eucaristia e nella comunione ecclesiale.
E’ una riscoperta completa del messaggio cristiano operata in età adulta, proposta in un linguaggio comprensibile agli uomini di oggi, aderente alla cultura contemporanea; occorre motivare la nostra adesione a Cristo con argomenti convincenti e non soltanto appellandosi al principio dell’autorità e della tradizione.
Affinché il messaggio cristiano si integri nella vita cristiana deve apparire a tutti
“come apertura ai propri problemi, risposta alle proprie domande, allargamento ai propri valori ed insieme soddisfazione alle proprie aspirazioni” e strada per raggiungere la pienezza della propria umanità, sostegno alle scelte quotidiane, risposta agli interrogativi che la storia vissuta ogni giorno ci pone.

5 - Il riferimento ecclesiale su cui sarà impostato il progetto rimane ovviamente il "Catechismo dei bambini" nella sua nuova edizione del 1992, che vogliamo e tentiamo di attualizzare nella nostra Parrocchia, secondo le indicazioni espresse dall'UCN nella presentazione. In particolare ci hanno convinti e spronati i numeri che qui sotto riportiamo:

" - 13. Catechismo e pastorale della famiglia

Il catechismo dei bambini, senza alcuna strumentalizzazione, può costituire occasione e mezzo per una promozione, nelle nostre comunità, di una pastorale familiare che favorisca un cammino comune di crescita del bambino e della sua famiglia, all'interno della più vasta comunità ecclesiale.
Il catechismo risveglia nelle case e nelle parrocchie la risposta doverosa al diritto di tutti i bambini di conoscere e sperimentare l'amore rivelato da Dio: "Tutti i bambini vengono da Dio, tutti sono amati dal Padre, sono redenti dal sangue del Figlio suo, Gesù, e a Dio ritorneranno" (CdB, n. 54).

"I genitori sono i primi a poter offrire ai figli fin da piccoli la possibilità di cercare Dio e di conoscere la via che conduce a lui" (CdB, n. 57). Catechesi degli adulti, pastorale della famiglia ed educazione alla fede dei bambini convergono insieme nel dare senso al carattere di "sacramento" proprio del matrimonio, in quanto segno della fedeltà unica e indefettibile di Dio verso l'umanità e di Cristo alla sua Chiesa.

Il bambino, con le sue esigenze profonde (ancor prima che sappia esprimerle) di presenza definita e sicura della coppia dei genitori, unita e stabile, fedele senza riserve, è occasione per riscoprire che il matrimonio sacramentale è dono e risorsa di unità e stabilità della coppia, e nondimeno, compito e responsabilità per un consenso reciproco da ratificare ogni giorno consapevolmente.

Di fronte al compito educativo, spesso oggi l'uomo e la donna si sentono smarriti. In realtà, sia il messaggio rivelato sulla dignità del bambino, chiamato per il battesimo a divenire tempio dello Spirito e figlio di Dio, sia l'annuncio del matrimonio cristiano, nel quale il Salvatore degli uomini "viene incontro ai coniugi" e "rimane con loro" (Gaudium et spes, n. 48), convergono nel suscitare speranza cristiana, fiducia nell'azione del "Primo Educatore", il Padre, per mezzo dello Spirito Santo. "Ogni altro educatore, a cominciare dai genitori, partecipa a questa azione divina ed è chiamato a riconoscere nel Padre il primo educatore e a ringraziarlo per la vocazione a educare, la quale è espressione di fiducia" (CdB, n. 58).
L'educazione dei bambini nella fede deve risvegliare solidarietà più vaste nella comunità cristiana. E quanti in essa operano a favore della famiglia, concorrono alla crescita umana e spirituale dei bambini.

14. La Chiesa si edifica insieme con i bambini nelle case

"I bambini possono incontrare la Chiesa già nella loro casa fin dal nascita, prima ancora di andare in parrocchia o al catechismo" (CdB, n. 96). Questo annuncio è destinato a suscitare coscienza consapevole - specialmente nelle coppie più giovani e alla prima esperienza di paternità e maternità - della missione propria della famiglia: "custodire, rivelare e comunicare l'amore, quale riflesso vivo e reale partecipazione dell'amore di Dio per l'umanità e dell'amore di Cristo Signore per la Chiesa sua sposa" (Familiaris consortio, n. 17).
Questo annuncio richiede nello stesso tempo approfondimento, esplicitazione e solidarietà operosa, perché possa attuarsi attraverso scelte di vita coerenti con la vocazione delle persone - della donna in particolare - con il valore dell'unità della famiglia, con le esigenze imprescindibili del matrimonio, quale "intima comunità di vita e di amore".
Catechesi degli adulti, iniziazione cristiana dei bambini e pastorale della famiglia invocano chiarezza e coraggio, di obiettivi come di metodo...
Le parole e i segni dei quali necessita il linguaggio che parla ai bambini per "rivelare e comunicare" il Vangelo del Salvatore degli uomini, esigono iniziative non episodiche o settoriali, predicazione e opere coerenti di solidarietà, in cui le opere attestino le parole, e le parole illustrino il senso delle opere, e ove i segni liturgici rendano, anche agli occhi delle famiglie, trasparente il mistero di Dio che convoca, riconcilia e santifica il suo popolo. La prima socializzazione dei bambini è nella famiglia e i bambini trovano nella loro casa la Chiesa, se la famiglia diventa ciò che è: Chiesa domestica. " -

(UCN Il catechismo per l'iniziazione cristiana dei bambini per l'accoglienza e l'utilizzazione del catechismo "Lasciate che i bambini vengano a me" . Roma, 8 giugno 1992)



Torna ai contenuti | Torna al menu