Sito Ufficiale della Parrocchia di San Giacomo - Carrara

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I principi ispiratori

IL PROGETTO CULTURALE

I PRINCIPI ISPIRATORI



TENTATIVO DI UN NUOVO PERCORSO PARROCCHIALE


La Parrocchia già da alcuni anni ha trasformato il vecchio Cinema Parrocchiale in Sala della Comunità, con lo scopo di inserirsi, progressivamante, dentro il progetto Culturale CEI. (cfr.
"Direttorio per le comunicazioni sociali", "La Sala della Comunità: un servizio pastorale e culturale").

La scelta del cambiamento si basa sui principi stessi che la CEI ha comunicato e messo in cantiere per i prossimi anni.
Ne abbiamo selezionati alcuni, che diventeranno le linee guida per aprire la Parrocchia al territorio.
Il percorso non sarà certo di facile comprensione, ma comunque ci tentiamo.


"Tutto questo trova il suo fondamento nel significato e nella centralità dell'evento di Gesù Cristo. In Cristo, infatti, ci è data un'interpretazione di Dio e dell'uomo, e quindi implicitamente di tutta la realtà, che è così pregnante e dinamica da potersi incarnare nelle più diverse situazioni e contesti storici, mantenendo al contempo la sua specifica fisionomia, i suoi elementi essenziali e i suoi contenuti di fondo".
(CEI)

Servizio Nazionale per il Progetto Culturale

Il Progetto Culturale, specchio di una Chiesa che pensa e opera per "allagrare gli spazi della razionalità", offre alla comunità cristiane temi di riflessione e proposte per l'animazione culturale e il dinamismo missionario.

Ti interessa saperne di più?
Collegati al sito:


www.progettoculturale.it

1 - UN PROGETTO CULTURALE DELLA CHIESA,
PERCHÉ?

Basta partire dai due termini: ''progetto'' e ''cultura''.
''Progetto'': tutti ne facciamo, giusti o sbagliati.
''Cultura'': non erudizione, ma quella che riguarda
tutti, perché tutti abbiamo i nostri modi di vedere, di
pensare e di comportarci. «Perché vivo in un certo
modo e non in un altro? Che cosa c'è dietro le mie
scelte? E le scelte nostre, della collettività, del mio
quartiere, della mia città?». Progettare la mia vita e le
mie scelte perché siano secondo l'insegnamento di
Cristo e della Chiesa significa entrare nel progetto
culturale orientato in senso cristiano.

2 - CHI FA ''PROGETTO CULTURALE''?


Sono chiamati in causa le parrocchie, i sacerdoti, i
religiosi, le associazioni e i movimenti, i Vescovi, gli
Uffici diocesani della pastorale, i centri culturali
cattolici, i teologi, i docenti, le università e le istituzioni
culturali, gli operatori della cultura e delle
comunicazioni sociali. I ''referenti diocesani per il
progetto culturale'' hanno la funzione di operare una
''tessitura'' tra tutte queste presenze che sono
altrettante risorse da valorizzare, permettendo a
ciascuna di sviluppare la propria specificità, il proprio
''carisma'' all'interno di un'azione corale.

3 - IN CONCRETO, COSA SI DEVE FARE PER PROMUOVERE IL PROGETTO CULTURALE NEL TERRITORIO?

L'obiettivo è giungere a un programma di
realizzazione di iniziative radicato nel territorio,
elaborato grazie all'apporto dei diversi soggetti
impegnati. Favorire il lavoro comune attorno a
obiettivi mirati è una modalità operativa che permette
di partire dall'esistente, valorizzando le risorse di
persone e di strutture già presenti e operanti, e nello
stesso tempo di elaborare interventi scaturiti da
bisogni e attese avvertiti in una comunità ben precisa.

4 - A CHE SERVE TUTTO QUESTO?


A costruire, con le categorie di oggi, una visione del
mondo cristiana, consapevole delle proprie radici e
della propria pertinenza sulle questioni vitali e fiduciosa
circa le proprie potenzialità nel dialogo con la cultura
contemporanea. Si tratta, in una parola, di essere
capaci di dire in modo originale e plausibile la nostra
fede: su questo terreno decisivo il progetto culturale si
inserisce nel dinamismo della ''nuova
evangelizzazione''.

"Ai centri culturali locali spetta promuovere iniziative per dare impulso alla socializzazione tra gli uomini di cultura del territorio, per offrire momenti di conoscenza e dibattito sui temi che si vorrà di volta in volta privilegiare – stimolando anche una riflessione in prospettiva locale – e per formulare proposte da far rifluire a livello nazionale.

Questi centri sono sollecitati a collegarsi proficuamente in una sorta di rete, che renda possibile lo scambio continuo di informazioni e riflessioni a partire dal basso. Mettersi in rete garantirebbe anche da alcuni rischi, il più facile dei quali è la frammentarietà e darebbe loro delle possibilità che, singolarmente, non hanno, come una maggior visibilità e incisività.

Tutti questi Centri propongono attività culturali con la costante preoccupazione del rapporto tra la fede e la cultura, della promozione della cultura ispirata ai valori cristiani, attraverso il dialogo, la ricerca scientifica, la formazione, la promozione di una cultura fecondata, ispirata, vivificata e resa dinamica dalla fede.

Perciò, i Centri Culturali Cattolici sono strumenti privilegiati per far conoscere a un vasto pubblico le opere di artisti, scrittori, scienziati, filosofi, teologi, economisti e saggisti cattolici, e suscitare un’adesione personale ed entusiastica ai valori fecondati dalla fede in Cristo.

Ai centri culturali locali spetta promuovere iniziative per dare impulso alla socializzazione tra gli uomini di cultura del territorio, per offrire momenti di conoscenza e dibattito sui temi che si vorrà di volta in volta privilegiare – stimolando anche una riflessione in prospettiva locale – e per formulare proposte da far rifluire a livello nazionale".
(CEI)

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