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PASTORALE FAMIGLIA > PROGETTO ZEROSEI
COME E' NATO IL PROGETTO
PREMESSA
La rivisitazione del nostro Vescovo è stata un’occasione provvidenziale per far emergere i molti problemi pastorali legati all’iniziazione cristiana dei fanciulli; altrettanto metodologicamente opportuni si sono rivelati gli incontri con i Catecheti Salesiani e Dehoniani che hanno permesso di leggere “i problemi” alla luce della “cultura catechetica” attuale nel Convegno Diocesano sull'Iniziazione Cristiana tenutosi nel settembre 2007 nella nostra Diocesi.
Con i catechisti in questi mesi abbiamo riflettuto, pregato, accolto e progettato ciò che può migliorare la prassi pastorale attuale, coscienti che il percorso della pastorale catechetica non è mai definitivamente concluso, ma sempre in continua evoluzione, perché deve essere contemporaneamente fedele all’uomo e a Dio, cioè è necessario spesso modificare il “modo di comunicare”, tenendo presente al contempo la “solidità” e la“ continuità secolare” dell’esperienza di vita proposta dal Vangelo.
Il nostro gruppo di catechisti per i fanciulli, quindi, ha accolto le molteplici suggestioni che sono state abbondantemente diffuse, sia dagli incontri diocesani come dal Convegno di Verona e ovviamente anche provenienti dall’appello sull’emergenza educativa lanciata da Benedetto XVI; grande slancio e coraggio lo abbiamo preso anche dalla rivista dehoniana "Evangelizzare" oltre che dalla sperimentazione condotta dagli UCD della Diocesi di Firenze e Milano.
Abbiamo così ricevuto un ulteriore incoraggiamento nel proseguire la strada del cambiamento che avevamo già intrapresa dopo il Convegno diocesano del 1988, e successivamente nel 1997 con l'autorizzzione del Vescovo E.Binini a cercare strade nuove per comunicare la fede.
Ora ci si pone dinnanzi un nuovo sostanziale orientamento riguardo al nostro modo di essere accompagnatori delle famiglie nell’educazione cristiana dei figli: su questo ultimo aspetto la Parrocchia dovrà rinnovare radicalmente la sua pastorale.
DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
Qui di seguito sono raccolti alcuni sintetici e basilari punti di riferimento di carattere generale che illumineranno la nostra prassi futura: sono le linee orientative dell'ufficio catechistico della Diocesi di Torino che don Fontana ha utilizzato anche nel convegno citato; l’invito di Benedetto XVI a prendere sul serio il compito educativo e la “Nota Pastorale dopo il IV Convegno nazionale a Verona” della CEI.
Infine,la mistagogia del Sacramento del Battesimo (cfr. CCC 1234-1245) il Catechismo dei Bambini rivolto alle comunità parrocchiali e alla famiglia "Lasciate che i Bambini vengano a me", assieme alla presentazione teologico-pedagogica che il Card. Ruini ne ha fatto nell'offrire alla Chiesa la seconda edizione del 1992, sarà di costante riferimento per lo svolgersi "pratico" del Progetto ZEROSEI.
A - Le tracce di don Fontana
Il documento della Diocesi di Torino "COINVOLGERE I GENITORI NELL’INIZIAZIONE DEI FIGLI ALLA VITA CRISTIANA" è stato per noi molto illuminante: quattro indicazioni ci hanno aperto la strada e indicato il nostro cammino:
1 - L’obiettivo da perseguire nei tentativi di coinvolgere i genitori è: trasformare la vita familiare, dando ad essa un riferimento cristiano ed evangelico, affinché sia a parole sia nelle scelte quotidiane i genitori parlino ai figli di Gesù Cristo, raccontando ad essi la sua storia;
li aiutino a seguire il suo insegnamento nell’amore verso il Padre e verso il prossimo, acquisendo gli atteggiamenti e i comportamenti ispirati al Vangelo;
li accompagnino alle celebrazioni dei cristiani, inserendosi progressivamente nella vita della comunità parrocchiale e nei gruppi esistenti.
In una parola, si tratta di riattivare la trasmissione della fede cristiana tra genitori e figli, realizzando ciò che i documenti ecclesiali suggeriscono e ciò che l’esperienza dice essere l’unica strada efficace per iniziare i ragazzi alla fede, cioè il contesto familiare credente. L’obiettivo non è dunque semplicemente prepararli alla Prima Comunione e alla Cresima;né che i genitori si limitino ad aiutare i catechisti nel loro lavoro con i fanciulli (semmai viceversa)… Sarebbe una grande illusione da parte nostra, se pensassimo di poter cambiare la vita dei ragazzi con un’ora alla settimana di catechismo, senza agire contemporaneamente sulla famiglia affinché ogni giorno educhi nei figli atteggiamenti e comportamenti per orientarli alla vita cristiana; non è la parrocchia che deve farsi aiutare dai genitori, ma è la parrocchia che deve aiutare e agire sui genitori per iniziare alla fede.
2 - I genitori sono adulti da evangelizzare, perché molti di essi non hanno ancora fatto una chiara e consapevole scelta di fede.
Occorre suscitarla in loro, con pazienza e con proposte significative.Inoltre, la parrocchia si pone al servizio dei genitori per aiutarli a maturare nel compito di educare i figli nella fede cristiana; non viceversa; questo servizio ai genitori ha bisogno di essere concretizzato nella situazione di fede di ciascuna famiglia;
occorrerà dunque predisporre dei cammini differenziati affinché ogni genitore, senza sentirsi obbligato, accetti di essere coinvolto e possa trovare la strada più appropriata da percorre in vista di una vita cristiana consapevole e matura.
Infine, occorre preparare genitori e figli a completare la loro iniziazione cristiana attraverso la celebrazione della Confermazione e la partecipazione piena all’Eucaristia domenicale: bisognerà cogliere il valore dei segni, le conseguenze nella vita, il modo di parteciparvi. E’ questo il tempo della catechesi, come strutturazione della personalità cristiana, “esplicitazione sempre più sistematica della prima evangelizzazione, educazione di coloro che si dispongono a ricevere il Battesimo o a ratificarne gli impegni, iniziazione alla vita della Chiesa e alla testimonianza di carità”.
3 - Come lavorare con i genitori lungo l’itinerario di iniziazione cristiana?
Occorre tenere presente che si tratta di adulti, oltre che genitori: gli adulti hanno già fatto scelte di vita, hanno maturato esperienze e sensibilità diverse, hanno una storia da raccontare.
E’ necessario perciò: accogliere la loro vita, con simpatia e attenzione, lasciando loro la possibilità di esprimersi liberamente negli incontri (a gruppetti, singolarmente) per riflettere su ciò che stanno vivendo.
E’ necessario altresì stabilire con loro legami anche personali, per un dialogo a tu per tu, in cui ci si avvicina reciprocamente, innestando l’annuncio di Gesù nel concreto della loro esperienza e delle loro preoccupazioni.
E’ necessario condurre gli incontri comuni mettendosi in ascolto della Parola di Dio, leggendo il vangelo, interrogandosi sul significato che può avere per noi oggi.
E’ necessario offrire a poco a poco ruoli e partecipazione sempre più attiva al gruppo e alla comunità in cammino verso la vita cristiana.
E’ necessario aiutarli a celebrare la fede cristiana con tutta la comunità e con i loro figli, presentando l’Eucaristia domenicale come il punto di arrivo di una profonda comunione con Cristo.
E’ necessario infine aiutarli a vivere ogni giorno in casa e nella vita quotidiana il compito educativo insito nella vocazione di genitori, suggerendo risposte agli interrogativi dei figli, evidenziando lo stile cristiano della famiglia, proponendo ad essi forme di preghiera e forme di solidarietà cristiana da attuare con i figli.
4 - Per quanto riguarda i contenuti del nostro annuncio ai genitori, dobbiamo guardare ai molti suggerimenti, proposti dagli itinerari della CEI attraverso i documenti e i catechismi, ma soprattutto procedere gradualmente: si comincia con il primo annuncio di Cristo, per proseguire nell’approfondimento del messaggio cristiano, fino al coinvolgimento nella comunità cristiana.
Si tratta di orientare tutta l’esistenza a Cristo, non soltanto per fare pie esortazioni di carattere moralistico: il cristiano è colui che crede in Gesù Cristo e lo segue nella vita quotidiana, facendosi suo discepolo nell’ascolto della Parola, nella celebrazione dell’Eucaristia e nella comunione ecclesiale.
E’ una riscoperta completa del messaggio cristiano operata in età adulta, proposta in un linguaggio comprensibile agli uomini di oggi, aderente alla cultura contemporanea; occorre motivare la nostra adesione a Cristo con argomenti convincenti e non soltanto appellandosi al principio dell’autorità e della tradizione.
Affinché il messaggio cristiano si integri nella vita cristiana deve apparire a tutti “come apertura ai propri problemi, risposta alle proprie domande, allargamento ai propri valori ed insieme soddisfazione alle proprie aspirazioni” e strada per raggiungere la pienezza della propria umanità, sostegno alle scelte quotidiane, risposta agli interrogativi che la storia vissuta ogni giorno ci pone.
B - Le indicazioni del S. Padre
Nel IV Convegno ecclesiale di Verona nella mattina del 19 ottobre 2006 Benedetto XVI aveva sottolineato che “l’educazione della persona è una questione fondamentale e decisiva”, nello stesso discorso dava anche obiettivi e metodo: “Occorre preoccuparsi della formazione della sua intelligenza, senza trascurare quella della sua libertà e capacità di amare. E per questo è necessario il ricorso anche all’aiuto della grazia”.
C – La Nota dei Vescovi dopo il Convegno di Verona
I Vescovi hanno accolto l’allarme educativo lanciato dal Santo Padre e ripropongono alla Chiesa la necessità di “un rinnovato protagonismo nel campo dell’educazione”, rinnovando “gli itinerari formativi, per renderli più adatti al tempo presente e significativi per la vita delle persone, con una nuova attenzione per gli adulti…a partire dalla famiglia”.
Anche qui i Vescovi indicano la strada metodologica da seguire, semplice e chiara: “accompagnare a vivere la fede come cammino di sequela del Signore Gesù”.
IL NOSTRO PERCORSO DI RINNOVAMENTO
Il nostro Progetto si struttura proprio sulle premesse che abbiamo accolto e rimodulerà la pastorale parrocchiale fondandolo proprio sul ruolo educativo della famiglia soggetto di educazione e di Evangelizzazione.
A- DA DOVE SIAMO PARTITI
Le esigenze del cambiamento per far fronte all’emergenza educativa, che i Catecheti invitati dalla Diocesi hanno ben messo in evidenza, e gli orientamenti della CEI, sono state messe a confronto con la realtà esperienziale attualmente vissuta nella nostra parrocchia. Questo confronto ha generato l’urgenza di pensare ad un rinnovamento che ponga i genitori al centro degli interessi pastorali.
Il progetto nasce quindi:
1. dal ripensare la preparazione al Sacramento del Battesimo.
Quella dei genitori, lo abbiamo sentito tante volte e nelle nostre parrocchie lo viviamo quotidianamente, non di rado è una domanda suggerita dal "tutti fanno così", motivata a volte più dalla tradizione locale, che dalla effettiva necessità di far compiere ai figli un cammino di fede; molti di essi, infatti, richiedono alla Chiesa i Sacramenti, visti per lo più come riti di inserimento e di presentazione in società del neonato, fine a se stessi, lo ha sottolineato più volte anche don Morante nei due incontri con il clero.
2. dal primo contatto che i genitori, come tali, prendono con la vita della comunità parrocchiale: la richiesta del Battesimo. E’ necessario dunque assumere questa richiesta in tutta la sua fragilità, per educarla, mediante dei passi graduali, cha hanno proprio inizio con il primo incontro con il parroco, ma che si svilupperanno nel corso degli anni.
3. della necessità di riconsegnare ai genitori, con figli nel cammino di Iniziazione cristiana, il loro ruolo di educatori alla vita cristiana, senza sostituirci ad essi, ma accompagnandoli “in questo compito così importante”.
4. da una vecchia esperienza condotta nel passato che non ha prodotto alcun cambiamento nella mentalità delle famiglie. E’ proprio questa esperienza negativa ad illuminarci nella scelta di una nuova strada. Viene esclusa quindi una catechesi ai genitori parallela a quella dei figli che sono a “catechismo” , soprattutto perché non educa ad essere liberi di scegliere: i genitori, cioè, continuano a venire, anche forzatamente per il timore che i figli non ricevano il sacramento, ma non fanno una “personale crescita” e difficilmente saranno messi in grado di scegliere di accompagnare al sacramento i figli…
5. dal cambiamento già avvenuto da dieci anni: la descolarizzazione del catechismo. Non avendo più la necessità di dedicarci a risolvere questo nodo pastorale che ha trovato la propria soluzione nello sbocco pratico delll’Iniziazione Cristiana dentro l’Assemblea Domenicale, possiamo dedicare le nostre energie totalmente alla formazione degli adulti/genitori.
B – LA STRUTTURA DEL PROGETTO
Intraprenderemo, pertanto, due nuovi percorsi, uno a lungo termine rivolto ai genitori con bambini da 0 a 6 anni, attraverso la costituzione del gruppo GENITORI NUOVI; l’altro permanente, con possibilità di realizzazione immediata che interessa i genitori che da quest’anno verranno a chiedere di battezzare i propri figli.Con queste nuove scelte pastorali, volutamente mirate all’accompagnamento della famiglia prima e dopo il Battesimo, vogliamo innanzitutto:
“rendere i genitori consapevoli e responsabili del servizio alla vita che Dio ha posto nelle loro mani;
illuminare il loro originario compito educativo in qualità di catechisti e primi maestri della fede per i loro figli.
aiutarli a passare da una richiesta dei sacramenti dell’iniziazione cristiana, fatta per tradizione, ad una richiesta motivata delle ragioni della fede,
promuovere nei genitori una fede adulta propria di cristiani laici che hanno per vocazione la famiglia.
abilitarli alla testimonianza di fede nella famiglia, nella Chiesa e nella società”. (Don Fontana).
I due percorsi sono realmente distinti tra di loro, ma il primo diventa l’occasione per suggerire che esiste una possibilità educativa nuova all’interno della Comunità Parrocchiale, oltre a dare risposte più motivate alla richiesta tradizionale del Battesimo; l’altro diventa un percorso di formazione permanente, il luogo dove la famiglia viene seguita, accompagnata dopo il Battesimo dei figli per tutta la durata della Iniziazione Cristiana.
1 - Preparazione dei genitori che vengono a chiedere il battesimo per i figli
Quale rinnovamento possiamo realisticamente attuare per i genitori che vengono per chiedere il battesimo per i loro bambini?
Fino ad oggi la preparazione dei neogenitori era tutta sostenuta dal parroco che incontrava i genitori tre volte per la catechesi battesimale.
A partire da quest’anno, in occasione dell’80° della Parrocchia modificheremo la prassi pastorale. Pertanto:
a - La catechesi battesimale sarà condotta da una mamma che avrà il mandato di catechista accompagnatrice.
b - I genitori concorderanno con la catechista/accompagnatrice la quantità di incontri necessari… strada facendo, saranno proprio i genitori che decideranno se sono pronti a prendersi questa responsabilità di educatori dei propri bambini alla vita di fede e quindi a fare la scelta del Battesimo.
c - Il parroco si incontrerà di nuovo con la coppia e con i padrini qualche giorno prima della data stabilita, per la preparazione immediata al Sacramento del Battesimo e poi, ovviamente, il giorno del Battesimo stesso.
d – Il Sacramento del Battesimo, salvo indicazioni diverse della Diocesi, sarà dato fuori della celebrazione della S.Messa; soltanto nel giorno della festa del Battesimo di Gesù, il Sacramento verrà conferito durante la celebrazione della S. Messa. Per quel giorno sarà prevista la Festa del Battesimo, e per tutta la comunità sarà il giorno della "Memoria del Battesimo", in modo particolare per i bambini che frequentano il secondo anno dell'Iniziazione Cristiana e le loro famiglie.
e – La data del battesimo non dovrà essere a breve scadenza dall’inizio degli incontri di preparazione. Si prevede per questo di dare il sacramento ogni due mesi il sabato pomeriggio o la domenica mattina, in modo da venire incontro alle esigenze delle famiglie.La catechesi relativa agli incontri di preparazione seguirà il ritmo liturgico del rito (mistagogia), con particolare attenzione a dare un significato religioso alla FESTA che viene fatta in occasione del Battesimo stesso, anzi, proprio questa ricerca di significato sarà l'occasione per motivare la partecipazione agli incontri.
2 – L'accompagnamento della famiglia dopo il battesimo e l'Iniziazione Cristiana in età evolutiva
Il progetto di accompagnamento delle famiglie tiene conto della realtà: ciò che esiste già e che andrà modificato senza buttare tutto a monte e ciò che dovrebbe essere nel tempo, con disponibilità comunitaria a vedere modificare la prassi attuale.
Siamo cioè di fronte ad una realtà pastorale in movimento, fluida (come ha detto don Morante) che richiede prudenza ma anche coraggio del nuovo che dovrà essere sostenuto dal Vescovo stesso.
Di che cosa si tratta?
Nella parrocchia percorreremo una strada nuova che nel tempo cambierà senz’altro la nostra prassi attuale circa l’Iniziazione Cristiana o forse si affiancherà a quella attuale: saranno appunto i genitori a fare la scelta per i loro figli.
Da una parte dobbiamo tener presente il percorso di rinnovamento dalla catechesi scolastica al modo di fare iniziazione, già in atto da dieci anni e già consolidata e molto ben accolta dalle famiglie coinvolte; contemporaneamente dobbiamo spostare l’attenzione anche sul mondo degli adulti.
Il progetto tiene conto proprio di questi due aspetti: avremo quindi due itinerari che contemporaneamente interesseranno l’Iniziazione Cristiana dei fanciulli ma con modalità diverse.
Vediamo ora come e che relazione potrebbero avere tra loro, senza andare oltre in previsioni future…
Innanzitutto vediamo la relazione tra la prassi attuale e il cambiamento della famiglia nei confronti dei nostri obiettivi, che non collimano affatto con quelli della famiglia stessa. Come parametro di riferimento prendiamo il giorno della Prima Comunione o della Cresima.
Come ragiona la famiglia già lo sappiamo: noi mandiamo a catechismo i nostri bambini, ci impegniamo in tutto ciò che il parroco e i catechisti vogliono…cosi in un giorno stabilito ci sarà la prima comunione o la cresima.
Come ragioniamo noi: i bambini vengono alla iniziazione e scoprono, imitano, conoscono gesti e simboli che la comunità utilizza per la lode a Dio, vengono a catechismo perché così imparano a conoscere Gesù, si innamorano di Lui, i genitori collaborano con i catechisti in questo processo, e un discreto numero di essi è pure contento. …ecc.
Ma… è già tutto organizzato… basta fare alcune cose richieste e tutto la famiglia ottiene, non c’è significativo cambiamento se non in alcune di esse. Questa è la nostra realtà. E’ ciò che esiste già e non può essere modificato nemmeno nel giro di qualche anno….
Il progetto è impostato proprio per operare un cambiamento in qualità, restituendo alla famiglia il ruolo di scegliere: scegliere il percorso, scegliere di testimoniare la fede, scegliere di venire a Messa, scegliere di accompagnare all’iniziazione cristiana, scegliere di far incontrare tutti i bambini insieme per vivere momenti di preghiera, di fraternità, di carità, di attenzione missionaria oltre a riconoscere quando i bambini sono in grado di ricevere i Sacramenti e scegliere il giorno … ecc. I genitori con questo progetto avranno il compito di educare al cammino di fede e la comunità di sostenerli e accompagnarli.
Il progetto mira a far scegliere di educare alla vita cristiana dal di dentro, con l’aiuto della comunità parrocchiale, con le varie forze in essa operanti, attraverso una catechesi liturgico- mistagogica, già ben funzionante nella comunità, che illuminerà e motiverà il loro essere educatori e farà loro scoprire che cosa significa essere cristiani… e quindi vivere da cristiani e di conseguenza insegnare a vivere da cristiani ai propri figli e vivere da cristiani con i propri figli. Questa è la nostra speranza.
E’ ciò che non esiste ancora e non potrà esistere nemmeno nel giro di qualche anno…. Ma costituisce un punto di partenza.
Ecco, con questo progetto abbiamo scelto una delle tante vie che ci ha condotti sul mondo degli adulti! Ma ne è coinvolto anche il mondo della età evolutiva!
C - COME CI ORGANIZZEREMO nel corso del 2008
Le finalità delineate da don Fontana, che abbiamo riportato sopra, guideranno il gruppo dei genitori che hanno scelto di essere accompagnati nell’educare i propri figli nella vita cristiana. Il percorso sarà caratterizzato dalla Catechesi con taglio mistagogico e liturgico .
Ai neogenitori che accoglieranno l'invito, sarà proposto di essere anche "Genitori Nuovi"..., cioè, genitori che educano intenzionalmente i propri bambini ad essere e vivere da cristiani. Con questi genitori saranno coinvolte alcune coppie di giovani sposi e le suore FMA, per un cammino di riscoperta della "passione educativa" e della educazione alla vita cristiana.
Lanceremo l’iniziativa di questo nuovo itinerario in cinque passi:
Primo passo: ricerca e coinvolgimento di diverse coppie di famiglie giovani che frequentano regolarmente la vita della Comunità. Verrà proposto di creare il primo "nucleo animatore" dei Nuovi Genitori. Avranno il compito di creare il clima adatto per la preghiera, la riflessione, l’accoglienza dei nuovi genitori e saranno, insieme alle catechiste dell’Iniziazione Cristiana, protagonisti della vita comunitaria.
Secondo passo: in corresponsabiltà con le suore FMA presenti in Parrocchia, e insieme alle coppie disponibili, studieremo i motivi che spingono la nostra Comunità Parrocchiale a cercare un percorso parallelo al tradizionale, riguardo all'accompagnamento delle nuove famiglie con bambini da 0-6 anni. Il percorso sarà contemporanemaente sperimentato.
Terzo passo: informazione alla Comunità circa il nuovo modo di preparare al Battesimo i genitori. Proposta ai nuovi genitori di incontrarsi con le coppie di sposi disponibili ad aiutarli nel compito educativo ( ci sarà qualche incontro durante l'anno).
Quarto passo: la proposta di essere protagonisti dell’iniziazione cristiana dei figli, atraverso il Gruppo Genitori, sarà rivolta anche alle famiglie con i bambini sotto i sei anni, durante il periodo delle iscrizioni al cammino, nel mese di maggio.
Quinto passo: dopo un periodo di riflessione e preghiera sulle finalità, motivazioni e strategie, le coppie di sposi, disponibili ad accompagnare altri genitori in questo ritrovato ruolo di educatori alla vita di fede, riceveranno il mandato di catechisti accompagnatori delle Nuove Famiglie e valuteremo se e come estendere l'accomapgnamento alle famiglie con bambini oltre i 6 anni.
LA METAFORA DEL PROGETTO
Potremmo sinteticamente immaginare l'intero progetto attraverso una metafora.
Fin qui abbiamo pensato alla "casa" ... da costruire...
Ora non ci resta che progettare " la vita" delle famiglie che vorranno far parte di questa casa, progettare si, ma "con" il coinvolgimento e la partecipazione delle stesse famiglie che l'abiteranno, adeguandola alle esigenze di tutti!
CONCLUSIONE
Per la vita futura della parrocchia “la sfida dell’iniziazione” sta incondizionatamente qui, in questo entrare dentro il mondo degli adulti / genitori.
Che cosa ci aspettiamo concretamente e come poter verificare l’efficacia di questo progetto? Ci auguriamo di far passare i genitori dall’attuale modo di vedere la pastorale dell’Iniziazione Cristiana come un “prodotto” da acquistare e da utilizzare fin che serve per poi gettarlo via…., alla coscienza che si può “costruire da protagonisti” l’Iniziazione Cristiana dei propri figli.
don Mario Tucci
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